Autore: fabio

  • Erogatori con raffreddamento ad acqua pregi e limiti

    Erogatori con raffreddamento ad acqua pregi e limiti

    Gli erogatori di acqua fredda e frizzante hanno bisogno di circuiti frigo che hanno le necessità di smaltire il calore. Il circuito frigo è una macchina termica, ossia sposta l’energia, nel nostro caso la preleva dall’acqua abbassando quindi la temperatura.

    Smaltire il calore generato da un circuito frigo non è sempre così facile

    Nel settore degli erogatori acqua, capita l’esigenza di installarli in vani angusti, piccoli e privi di areazione. Vani dove il calore non si riesce a dissipare, impedendo quindi il raffreddamento e danneggiando il circuito frigo stesso.

    Erogatori nel settore domestico.

    Le statistiche indicano che il 70% degli eorgatori di acqua frizzante installati nelle cucine italiane viene messo nel vano sottolavello, con un rubinetto aggiuntivo o un miscelatore 5 vie. Il resto sono impianti soprabanco.

    I sottolavelli in Italia sono di diverso tipo, per tradizione in alcune regioni si trovano anche in muratura, la cubatura è varia in funzione della dimensione del lavello e della cucina in generale. Anzi oggi si assite alla modi di utilizzare cassetti scorrevoli, con necessità di inserire l’impianto in strutture più piccole.

    La scelta del tipo di erogatore è importante,

    sconsigliamo vivamente gli impianti con blocco di alluminio. questo perchè nel blocco di alluminio non esiste un “accumulo di freddo” e quindi l’acqua fredda deve essere generata al passaggio. Questo comporta che il circuito frigo deve essere potente, e quindi con uno paroduzione di calore che non sempre si riesce a smaltire.

    I sistemi con accumulo di acqua frizzante e condensatore statico, come il nostro MF10, sono un giusto compromesso in cui il circuito frigo sviluppa una calore che ha tempo per essere dissipato nel vano sottolavello. Esistono in casi estremi, in cui il vano è veramente soffocato, dei piccoli estrattori di calore che hanno il compito di indirizzare e smaltire il calore in eccesso. Vedi prodotto

    estrattore di calore
    piccolo estrattore di calore automatico

    I sistemi con il circuito di raffreddamento ad acqua sono molto efficaci e raccomandati quando il vano è totalmente chiuso, non c’è altra soluzione. Come soprabanco, ossia come erogatori da posizionare sul top della cucina sono una inutile complicanza.

    Sicuramente un vantaggio dei sistemi di raffreddamento ad acqua è legato all’assenza di ventola e quindi bassa rumorosità. Esistono circuito frigo semi-statici dove la ventola è del tutto impercettibile

    Il punto dolente è il costo legato al consumo d’acqua necessario al raffreddamento, in estate in ambito domestico può facilmente superare i 100 litri giorno. Abbiamo testimonianze dirette dove il clima non è clememente di un consumo nella stagione estiva di oltre150 litri giorno

    I costi

    contando che il metro cubo d’acqua mediamente è di 4,5 € è presto fatto il conto annuale. Se poi vi è anche uno scarto legato al trattamento ad osmosi, l’utente finale rischia di pagare veramente tanto l’acqua ( 30 metri cubi annui sono oltre 130 €). Se poi a questa somma si aggiungono le spese di manutenzione e dei consumabili, il risparmio sull’acqua in bottiglia, nei confronti di un ergogatore d’acqua frizzante va a farsi benedire ( e anche il rispetto dell’ambiente). Se non strettamente necessario per i vani angusti….

    Erogatori acqua nel settore della ristorazione

    Nel campo della ristorazione dove le potenze in gioco sono maggiori anche i consumi d’acqua e i relativi costi diventano veramente imponenti. Da un punto di vista economico non ha più senso.

    Vengono utilizzati banchi ghiaccio con circuito frigo raffreddato ad acqua quando il prodotto è nobile, come ad esempio la birra, ed è fondamentale che la temperatura di erogazione sia costante.

  • Erogatori acqua e potenza dichiarata

    Erogatori acqua e potenza dichiarata

    Come riconoscere a occhio la reale capacità di raffreddamento di un erogatore acqua

    Nel nostro settore, la giungla è parte integrante del panorama e per molti non è facile capire se le informazioni ricevute siano corrette o meno.

    Fare un confronto economico fra due prodotti necessita di avere uno o più parametri vicini. Per gli erogatori d’acqua fredda e frizzante la capacità di erogazione in termini di freddo è il parametro generalmente utilizzato. Se per il mondo delle automobili ci sono controlli e riviste specializzate che verificano quanto affermato dai costruttori non nel nostro mondo dell’acqua, aimè non è così, vige la più simpatica e allegra fantasia. Alcuni forniscono dati con poco valore oggettivo, altri mentono spudoratamente, tanto da far imbestialire i fisici esperti di termodinamica.

    I due parametri fondamentali per leggere al potenza termica, compressore e banco ghiaccio

    Il compressore

    Il compressore è il componete del circuito frigo, una macchina termica, che sposta energia. Preleva il calore all’interno dell’acqua e lo smaltisce all’esterno. Qui a seguire una tabella che indica in maniera grossolana, in funzione del compressore, la capacità di freddo che riesce a generare e quindi i litri di acqua fredda. (ovvio che molte variabli intervengono e potrebbe essere fuorviante leggere i numeri in senso assoluto)

    potenza compressore
    Hp
    litri di acqua raffreddati con delta T 15°C
    1/1010
    1/818
    1/625
    1/530
    1/445
    1/375
    Tabella compressore/acqua fredda

    (Va da se, che si dovrebbe tener conto del tipo di Gas utilizzato, le condizioni di esercizio, il dimensionamento del circuito frigo, la potenza effettiva del compressore etc..)

    Il banco ghiaccio come volano termico

    Il ghiaccio per sciogliersi ha bisogno di calore, un chilo di ghiaccio a zero gradi assorbe circa 335 kJ (oppure nell vecchio Sistema 80 kcal), ossia ha la capacità di raffreddare 5 litri con un salto termico di 15 °C. Per rendere più evidente la capacità di raffreddamento del ghiaccio fondente, se prendiamo un litro d’acqua a 80 ° C e al suo interno mettiamo un blocco di ghiaccio fondente da 1 kg, quando il ghiaccio sarà sparito e resterà solo acqua liquida, la temperatura totale sarà di 0 °C. Possiamo quindi affermare che con 1 Kg di ghiaccio siamo in grado di raffreddare poco più di 5 litri con una differenza tra ingresso e uscita di 15 °C.

    Quanto ghiaccio dentro un Banco ?

    Il calcolo è presto fatto, se il banco ghiaccio è ben organizzato, circa 1/3 del volume totale viene utilizzato per sviluppare ghiaccio. Quindi ad esempio una vasca da 15 litri avrà circa 5 kg di ghiaccio, ossia una riserva di freddo capace di raffreddare poco più di 25 litri con differenza tra ingresso e uscita di 15 °C.

    Un vasca da 22 litri, poco più di 7 kg di ghiaccio e quindi circa 35/38 litri e così via.

    Fin qui la fisica, poi…

    poi si entra nel mondo del mistero e del soprannaturale. Ci capita di vedere brochure di costruttori che dichiarano prestazioni spettacolari, con vasche e compressori del tutto sottodimensionati. Ad esempio, di recente un nostro cliente ci ha mostrato un depliant di una ditta di cui non possiamo fare il nome che rivendica: vasca 14 litri compressore da 1/4, ( quindi25 litri disponibili dalla riserva del banco ghiaccio e 45 dal compressore: non più di 70 litri), Dichiarati 90…. Per gli antichi greci Hermes (Mercurio) proteggeva ladri, pirati e mercanti, mentre con il termine Tekné indicavano l’arte….

  • Il Gambero Rosso e la grancassa di Mineracqua, denigrare e mistifcare …

    Il Gambero Rosso e la grancassa di Mineracqua, denigrare e mistifcare …

    Due articoli a firma di Maffei e Argenti si scagliano contro l’utilizzo dgli erogatori d’acqua trattata nella ristorazione. Il primo articolo è una strampalata inchiesta che si autodefinisce “verità” sulla reale efficacia dei sistemi di trattamento e sui rischi connessi al loro utilizzo, il secondo è una breve intervista ad un esperto di acqua potabile trattata, il vice-Presidente della associazione presso confindustria delle acque minerali, Mineracqua, il Sig Ettore Fortuna.

    MF50 con Pre Dosaggio

    Perchè l’articolo apparso sul Gambero Rosso ha poco spessore

    L’articolista come tutti i professionisti del settore scrive e viene pagata per ciò che scrive.

    L’articolo inizia generalizzando su messaggi pubblicitari utilizzati da alcune aziende per proporre erogatori d’acqua nella ristorazione e nel settore domestico. E’ il classico sistema di depistaggio fare di tutta l’erba un fascio, creare confusione per non andare la nocciolo della questione. La comunicazione degli impianti di trattamento dell’acqua potabile è regolata da Leggi dello Stato che sono chiare ed efficaci. Il DL181 del 2003 all’articolo 13 chiarisce in maniera inequivocabile che è ammessa la sola dicitura Acqua potabile trattata. Il DM25 del 2012 e le sue linee guida sono estramamente precise sul tipo di comunicazione ammissibile. Rimandiamo al mittente questo stupido attacco scandalistico, che mistifica e confonde. ( sul plin plin, sull’altissima, sull’acqua della salute ci sarebbe da ridire e ridere allo stesso tempo). Sull’utilizzo del termine “Depuratore” rimandiamo ad un precedente articolo

    L’obbligo della dicitura “questo impianto necessita di regolare manutenzione periodica”

    La legge, il DM25 del 2012 parla chiaro sui manuali e sulle confezione è d’obbligo la dicitura questo impianto necessita dei regolare manutenzione, 2.4.2.2 rapporto ISTSAN 15-8

    Il tema della manutenzione periodica è al centro del nostro lavoro. In Italia esiste una Associazione di Categoria, (che non ha i mezzi finanziari di Mineracque) che da oltre un decennio lavora sul territorio, con i tecnici, con le aziende con le istituzioni per formare e definire gli standard qualitativi. AMITAP

    L’articolista quindi prosegue ed affronta il tema imporatante dei rischi sanitari dimostrando di non conoscere affatto l’argomento

    “In caso di rottura, malfunzionamento o semplicemente saturazione, può avvenire un rilascio massivo dei composti indesiderati“

    una banalità del genere ha lo spessore che si merita, per analogia se un telefonino fa scintille e prende fuoco, può essere un problema. La logica è stringente, sarebbe quindi il caso di chiamare i produttori di telefonini e avvisarli che tutti i telefonini sono pericolosi… In realtà negli anni molto è stato fatto per produrre e proporre impianti e dispositivi per il trattamento acqua di assoluta qualità con casi del tutto sporadici di malfunzionamento senza rischi sanitari.

    Il minestrone: ossia una scarsissima conoscenza e competenza nal campo del trattamento al punto d’uso.

    Osmosi inversa, Microfiltrazione, Carboni attivi, Resine a scambio ionico, sono tutti principi su cui si basano i sistemi di trattamento dell’acqua potabile, che vengono utilizzati a seconda delle necessità. Le resine a scambio ionico trovano impiego dove vi è necessità di ridurre la durezza, è un trattamento tecnico e non viene MAI utilizzato nei sistemi al punto d’uso domestici o nella ristorazione, ma solo per l’acqua sanitaria. Paventare il rischio di ipertensione per lo scambio ione Sodio con ione Calcio è del tutto inveritiero. Citando sempre l’articolo «La riduzione del sodio è infatti fortemente consigliata a tutta la popolazione a fini preventivi (riduzione incidenza di infarti e ischemie), mentre i soggetti predisposti (per familiarità, ipertesi, diabetici) devono sottoporsi a diete a bassissimo contenuto di tale elemento» . Non c’è spazio al senso del ridicolo, quindi nessuno mangia più pane, pasta, nessuno può più andare al ristorante, è vietato lo ione sodio.. è vietato vivere..

    La presenza dei batteri… cavallo di battaglia, zoppo

    Il cloro e i suoi composti vengono rimossi dai sistemi di trattamento per migliorare le caratteristiche organolettiche. L’acqua è viva ed è presente il rischio di ricrescita di flora batterica, ma è del tutto noto come fare fronte alla questione, con sistemi a luce UV, con membrane di ultrafiltazione, con filtri impreganti di ione argento con regolari intervento do mautenzione periodica. Tutte azioni inquadrate in un impianto normativo dello Stato Italiano.

    E per finire lla solità accusa dell’acqua osmotizzata, accusa che non esiste. Esiste invece un sistema di trattamento basato sull’osmosi da utilizzare quando è necessario rimuovre elementi inquinanti o per ridurre la salinità troppo elevata. L’articolista, si ponga delle domande prima di scrivere, in commercio ci sono acque minerali che hanno una presenza di sali decisamente basse ben sotto delle acqua osmostizzate, ma essendo minerali vanno bene per la salute o per il portafoglio ?

    La tristezza di una discussione, senza nessuna base scientifica

    Dire che la microfiltrazione agisce chimicamente sulle componenti chimiche naturali dell’acqua è una fesseria bella e buona. Il carbone attivo presente negli impiati di Microfiltrazione si limita a rimuovere odori, sapori e composti a base di cloro, la mambrana fine a 0,5 micron ha lo scopo di trattenere impurità in sospensione e fungere da barriera contro microrganismi… Nella microfiltrazione non sono mai presenti resine per lo scambio ionico.

    La perla del vice Presidente: “Sicuramente per i ristoratori adottare un sistema di filtraggio da applicare al rubinetto, o sotto al lavello, è molto comodo perché permette di evitare di immobilizzare spazi da destinare allo stoccaggio delle cassette d’acqua, mette al riparo da eventuali furti di bottiglie di vino alla mercé di chi deposita in cantina le casse, oltre ad avere notevoli vantaggi economici”. Con argomentazioni così serie c’è poco da dire.

    Dire che il cliente paga l’acqua del rubinetto, è del tutto ingiusto, come per le acque Minerali vi sono costi di impianto, di produzione, di trasporto, di pubblicità, anche per l’acqua potabile trattata vi sono costi non banali. Ad esempio la manutenzione periodica, ogni 3/4 mesi i tecnici intervengono per lavaggi e sanificazioni e cambio delle parti di consumo, per non parlare del costo di impianto.

  • GWP ed erogatori acqua

    GWP ed erogatori acqua

    Nel precedente articolo sui CMA abbiamo accenato al tema del GWP (global warming potential) per gli erogatori d’acqua da collegare alla rete idrica. Le normative in questioni negli ulti anni hanno avuto forti accelerazioni seguite stop improssivi.

    I gas utilizzati nei circuiti frigo hanno un indice, GWP che ne defisice la loro caratteristica nel contribuire o meno a all’effetto serra, e qundi al riscaldamento globale del pianeta.

    La C02 è presa come riferimento con il valore 1, metri gli altri gas hanno un valore calcolato sull’impatto che hanno nell’arco temporale sino a 100 anni.

    Per tutti i circuiti frigo – compresi gli erogatori acqua– è definita una soglia max di 150, ossia dal 2025 in Europa non si potranno pù utilizzare gas refigerante all’interno dei circuiti frigo con GWP superiore a 150.

    Un ritardo dovuto al mercato non pronto

    Il regolamento UE del 2014 imponeva una soglia limite al 2022, che è stata posticipata per diversi motivi. In primis perchè i gas alternativi ponevano problematiche di non semplice soluzione. Ad esempio l’amoniaca fortemente tossica aveva limitazioni per gruppi frigo posti in ambienti frequentati da persone, oppure gli idrocarburi come R290 e R600 esplosivi e quindi impossibilitati all’utilizzo nel mondo dell’automotiv. La C02 ottimo gas, per costi e resa ha il mite notevole di lavorare a pressioni elevate oltre 50 bar e quindi con impianti costosi. Alla fine di derga in deroga si è arrivati a stringere il cerchio e imporre un limite al 2025. Al momento non sembra esserci una omogeneità che porti ad una soluzione condivisa, ogni settore approcerà in ordine sparso.

    Quale gas scegliere per gli erogatori d’acqua

    Le questioni da prendere in ordine per la scelta del gas sono diverse.

    Il rispetto del GWP, ovvio, ma anche in questo caso se la norma prevede il GWP sotto 150, non è detto che bandi o gare pongano un livello più basso, come ad esempio i CMA per i bandi pubblici vien richeisto una soglia infeiore a 15

    Il costo del Gas, se un piccolo impianto l’incidenza del costo gas è quasi nulla, una MF10 ha circa 40 gr di gas, per impianti robusti la quantià può essere dieci volte tanto…anche 400 gr

    Il rischio esplosivo e di infiammabilità. Le norme pongono una quantità limite in funzione dell’ambiente in cui opera – in funzione del volume del locale e del tipo di areazione e della somma di di tutti i circuiti frigo presenti. L’utilizzo di gas esplosivi come l ‘R290 impone stazioni carica e ricarca complesse con stoccaggio gas separata dall’ambiente produttivo. Questo per evitare ch fiamme libero possano portare a situazioni critiche. Il Gas R1234yf non è esposivo è di bassa infiammabilità e non richiede limitazioni e prescrizioni particolari.

    L’intercambiabilità. Un circo frigo con il vecchio R134 non può essere riparato o rigenerato utilizzando gas come R290 o R600 ne tanto meno con C02. Mentre con un Gas come R1234yf posso procedere a riparazione e sostituzione sui vecchi R134

    GWS industries tenedo conto di questi fattori ha scelto di utilizzare il GAS R1234 yf perchè è un ottimo compromesso per abbassare i costi di gestione generali anticipando il mondo automotive che si sta muovendo in questa direzione. Attualmente tutta la gamma in produzione può essere acquistata con l’opzione GAS R1234yf. In un breve futuro valuteremo se altre miscele HF0 (idrofluorolefine) presentano caratteristiche tecniche e di sicurezza migliori. L’R1234ze che al momento sulla carta è il migliore deve essere ancora validato dall’esperienza prima di avere un impiego stabile

    tabella riepilogativa
  • CMA, servizio di ristoro ed erogatori acqua

    Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurrezza a novembre ha ematato il Decreto per i requisiti minimi per poter partecipare ai bandi per il pubblico ristoro e il servizio bar. Anche le case dell’acqua -detti anche chioschi dell’acqua- rientrano nel Decreto

    Entrata in vigore 120 giorni dalla data di pubblicazione.

    Il Decreto indica norme vincolanti e premianti , per l’ammissione alla fornitura. Dove sono presenti offerte che rispettano i vincoli le norme premianti fanno punteggio

    Cosa sono i CAM

    criteri minimi ambientali

    I Criteri Ambientali Minimi servono a definere la strada virtuosada seguire per la riduzione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita dei servizi di ristoro attraverso l’utilizzo di soluzioni e tecnologie tese a:
    – ridurre i rifiuti promuovendo l’efficienza nell’uso della materia, riducendo l’uso degli imballaggi, e gli impatti ambientali legati ai trasporti dei prodotti imballati, con un potenziale rilevante effetto moltiplicatore in virtù della loro capacità di modificare determinate abitudini di consumo degli utenti;
    – migliorare le caratteristiche ambientali dei prodotti offerti, con un accento posto sulla presenza di prodotti freschi e sulla maggiore quota di prodotti biologici e provenienti dal commercio equo e solidale;
    –  promuovere criteri di ecodesign ed attuare misure ed azioni rilevanti ai fini della promozione di modelli di economia circolare e di efficientamento energetico

    Come influisce il Decreto per il settore dell’acqua in bottiglia

    le bottiglie e le vaschette in PET utilizzate per i prodotti offerti, contengono almeno il 30% di PET riciclato, e l’offerente è tenuto a dimostrare certificazione che attesti l’utilizzo di materiale riciclato da parte del produttore. -vincolante-
    L’acqua minerale in bottiglia, ove possibile, deve provenire da una sorgente naturale della Regione ove si trova il luogo di vendita o comunque non più lontana di 300 km -preferenziale-

    Come influisce il Decreto per il settore del trattamento acqua

    Vi è una indicazione di massima (premiante) per l’utilizzo di erogatori d’acqua collegati alla rete idrica ( art 2.3.1), per ridurre l’impatto degli imballaggi. Particolare cura deve essere posta al servizio di manutenzione e all’attenzione sul tema microbiologico.

    Deve essere fruibile da parte dell’utente infomazioni sulla qualità dell’acqua erogata (art 2.2.6) i CMA per gli erogatori acqua inidca una serie di modalità da utilizzare

    Un vincolo importante viene posto, dal 2026 sarà obbligatorio l’utilizzo nei circuiti frigo di gas con GWP sotto la soglia del 9. (art 5.1.1) I prodotti di GWS Industries da sono disponibili tutti a richiesta con GAS 123yfe con GWP 4. (sul perchè della scelta di questo GAS e non degli idrocarburi sarà frutto di un prossimo articolo)

    Le clausole contrattuali legate alla manutenzione periodica che devono essere redatte sono ache loro vincolanti (art 5.2.2). Di fatto il contratto di manutenzione deve prevdere tutti i punti indicati nelle linee guida del DM25/2012


  • Acqua alla Spina nei ristoranti, quale documentazione rilasciare

    Acqua alla Spina nei ristoranti, quale documentazione rilasciare

    E’ una domanda che spesso ricorre, quali sono i documenti da rilasciare terminata l’installazione di un erogatore d’acqua alla spina in un ristorante ?

    La risposta è articolata e affronta la quetione da diversi punti di vista. Sicuramente c’è una documentazione richiesta dalle norme vigenti. Potremmo definire “legale” l’insieme dei documenti obbligatori. L’esperienza insegna che volendo fare qualità è necessario informare e formare adeguatamente chi compra o noleggia un erogatore d’acqua alla spina. Questi documenti li possiamo definire di opporunità.

    Erogatori acqua alla spina: documentazione legale

    erogatore acqua spina ristorante

    Il Manuale d’uso e manutenzione è sempre obbligatorio, servono senz’altro tutte le dichiarazioni di conformità per i macchinari installati e per il sistema di filtrazione.

    Se si parla del solo frigogasatore sarà necessario produrre la dichiarazione di conformità secondo il DM 174 del 2004 per le parti a contatto con l’acqua destinata la conumo umano, stessa cosa per il gruppo di filtrazione a cui deve essere aggiunta la dichiarazione di conformità secondo il DM 25 del 2012 che regola le condizioni e l’efficacia del trattamento dell’acqua.

    Obbligatoria la dichiarazione di conformità secondo il DM37/08 nel momento che si modifica il circuito idraulico o il circuito elettrico pre-esistente o si utilizzano componenti non previsti nel kit di installazione

    Erogatori acqua alla spina: la documentazione opportuna

    Il punto principale, spesso non compreso o ancor peggio fatto finta di non compredere , è che la responsabiità oggettiva della qualità dell’acqua erogata è una responsabilità di tutti coloro che concorrono alla fornitura di un erogatore d’acqua. Con il nuovo DLgs 18 del 2023 la questione è posta. E’ vero che per la ristorazione la figura di riferimento per la qualità dell’acqua è e rimane sempre l’OSA- Operatore Settore Alimentare-, ma è anche vero che viene indicata la necessità di formulare piani di sicurezza dove concorrono tutte le figure, comprese ovviamente, anche gli “esperti”. I tecnici installatori e le aziende che vendono o svolgono attivtà di noleggio sono da ascrivere alla categoria degli “esperti”

    Un documento in cui si informa e si spiega all’OSA come redigere il Manuale HACCP. I passi necessari per condurre in sicurezza l’impianto sono fondamentali.

    • Scheda dei rischi e misure correttiva-una bozza/linea guida per l’OSA
    • Scheda prodotto del tipo di Gas utilizzato – Biossido di Carbonio e290
    • Scheda con la procedura standard per la manutenzione
    • Scheda di sicurezza del prodotto di sanificazione utilizzato
    • Scheda per la valutazione dei controlli necessari sulla qualità dell’acqua
    • Scheda con le modalità di prelievo dei campioni d’acqua

    La conduzione dell’impianto

    Tutti gli impianti di trattamento dell’acqua potabile necessitano di regolare manutenzione.

    Sia a Noleggio sia in caso di Vendita è doveroso definire con L’OSA quanto è previsto dal Noleggio o dal Contratto di manutenzione e assistenza, informarlo correttamente che la responsabilità della qualità dell’acqua erogata è sempre del conduttore. Nel contratto di noleggio o di vendita devono essere definiti tutti i lavori svolti dalla ditta per garantire la qualità dell’acqua erogata.

  • Corso tecnico e normativo erogatori acqua      Casa e Ristorazione

    Corso tecnico e normativo erogatori acqua Casa e Ristorazione

    Data: Venerdì 27 ottobre 2023
    Sede: Acquasemplice Milano, Via Cavalcanti 9 Cernusco sul Naviglio
    Durata: intera giornata
    Una giornata interamente dedicata a dare un panoramica completa e approfondita sul tema del trattamento dell’acqua potabile-erogatori d’acqua- in ambito domestico e pubblico (HoReCa, scuole, case dell’acqua).

    Presenti due moduli

    Mattino: Aspetti tecnici di installazione, manutenzione e conduzione impianti

    Pomeriggio: Aspetti normativi e commerciali alla luce del nuovo DLgs 18 2023

    (possibilità di partecipazione ad solo modulo)

    Programma completo

    Ore 9,30 Registrazione partecipanti

    Ore 10.00 Principi di funzionamento dei frigogasatori

    • Principi di funzionamento di un frigogasatore per il settore domestico, per la ristorazione
    • Elementi per la scelta del corretto sistema di filtrazione (lato tecnico)

    Ore 10.30 Installazione e regolazione

    • Parametri da considerare, impostazioni in funzione della tipologia di impianto
    • La messa in servizio – procedura tecnica
    • La messa in funzione – la procedura normativa
    • Errori da non fare

    Ore 11.30 Pausa Caffe

    Ore 11.45 Le problematiche: comuni e non

    • Analisi del problema
    • Casi comuni
    • Quando sostituire l’impianto

    Ore 12.45 Pausa pranzo

    Ore 14.00 Principi del DLgs 18 -2023

    • Il vecchio e il nuovo approccio per la tutela del cittadino
    • Nuove e vecchie figure di riferimento
    • Le responsabilità della qualità dell’acqua erogata
    • Certificazioni e dichiarazioni di conformità

    Ore 15.00 Come impostare la proposta commerciale

    • La qualità dell’acqua erogata – la comunicazione
    • Il controllo e il monitoraggio, chi, come e quando farlo

    Ore 16.30 Domande, dibattito e Conclusioni

    Ore 17.00 termine dei lavori

    Iscrizioni

    La partecipazione è subordinata al pagamento della quota di iscrizione (35€), che include gli atti del corso ed il pranzo, e dovrà avvenire entro 1 settimana dalla data stabilita, tramite mail ([email protected]) o tel. 02 365 45 830