Autore: fabio

  • Corsi di formazione a Maggio 2023 Calendario

    Corsi di formazione a Maggio 2023 Calendario

    Per tutto il mese di maggio presso le sedi WTS e acquasemplice si terranno dei moduli formativi per il settore dell’acqua potabile trattata nel settore della ristorazione e in generale dell’HORECA

    Il modulo dura 1.5 ore, in cui il tecnico illustra i concetti e mostra praticamente come agire.

    Primo modulo: la scelta, l’installazione e la regolazione di un erogatore nella ristorazione

    Sceglilere bene l’impianto da installare, Filtrazione e frigogasatore è importante, non basta vendere, serve ragionare sul necessario servizio che segue. L’installazione è imporatane eseguirla con cura, rispettando le norme tecniche. La regolazione e la messa in servizio sono fondamentali per garantire un’acqua perfetta. Durata 1.5 h

    Calendario corsi moduli

    Modulo Scelta installazione e regolazioneModulo Manutenzione e GuastiModulo Normativa di riferimento
    UdineMercoledì 17 ore 15*
    MilanoMercoledì 17 ore 15Mercoledì 17 ore 16.30Mercoledì 31 ore14.30
    Genovagiovedì 18 ore 15giovedì 18 ore 16.30
    RomaGiovedì 18 ore 15giovedì 18 ore 16,30
    ParmaMartedì 23 ore 15.30
    NapoliVenerdì 19 ore 15Giovedì 25 ore 14.30
    BariMartedì 16 ore 15
    • Riferito al settore domestico

    Secondo modulo: la manutenzione ordinaria di un erogatore nella ristorazione, i guasti

    La manutenzione ordinaria è parte integrande del necessario servizio da associare alla vendita o noleggio di un erogatore nella ristorazione. La sostituzione delle parti di consumo deve essere accompagnata alla pulizia e sanificazione dell’impianto. Come farla e quali prodotti utilizzare

    I guasti purtroppo sono parte integrante del nostro mestiere, la loro frequenza dipende dalla qualità dei prodotti utilizzati, dalla modalità di conduzione dell’impianto e dal tipo di acqua in ingresso. Intervenire rapidamente e in maniera risoluta è fondamentale. In questo modulo analizziamo le tecniche per capire il guasto, le cause e come intervenire Durata 1.5 h

    Terzo modulo: le norme di riferimento nella ristorazione

    La normativa di riferimento nella ristorazione è articolata. Il nuovo Decreto Legge incide in maniera pesante nella gestione del trattamento acqua negli Edifici Prioritari, (alberghi ristoranti, ristorazione collettiva, mense)

    La responsabilità della qualità dell’acqua erogata è una catena di azioni che lega il fornitore e il conduttore dell’impianto. Presentazione del vademecum GWS Durata 1.5 h

    Come Partecipare

    E’ necessaria la registrazione presso le diverse sedi, l’elenco è presente sul nostro sito

    La parteciapzione è gratuita, i posti sono limitati

    Per maggiori informazioni potete scrivere a [email protected]

  • Analisi microbiologiche sull’acqua potabile trattata nella ristorazione

    Analisi microbiologiche sull’acqua potabile trattata nella ristorazione

    Le analisi dell’acqua potabile trattata sono indice di corretta prassi igenico sanitaria, rispondono alla normativa in vigore e sono utili per monitorare la qualità del servizio di manutenzione associato all’impianto.

    La manutenzione periodica è sufficiente ?

    Gli impianti di trattamento dell’acqua potabile sono a tutti gli effetti parte integrante del sistema distributivo dell’acqua potabile, non ci soffermiamo qui sulla disquisizione giuridica tra acqua potabile e alimento, ma affrontiamo il tema tecnico sulla salubrità dell’acqua destinata ad essere ingerita.

    Generalmente un buon sistema di filtrazione, con funzione battericida e/o batterostatico, un gruppo di raffreddamento e gasatura di qualità associato ad un protocollo di manutenzione periodica, garantisce la qualità dell’acqua erogata.

    Se questo è vero nel gran parte dei casi, non possiamo accettare il rischio che per un qualsiasi motivo ci possa essere un rischio sanitario per l’utente.

    La rimozione del cloro per migliorare le caratteristiche organolettiche è l’azione esercitata dalla moltiduzione dei sistemi di filtrazione , di contro pone lo svantaggio di rendere l’acqua meno resistente alla contaminazione batterica e al suo sviluppo all’interno del dispositivo.

    L’esperienza mostra che la contaminazione dell’impianto di erogazione è possibile e che può avere origine in modalità diverse, dalla stessa rete idrica in ingresso, da un retro contaminaizone dai punti di erogazione, da una zona di contatto con l’ambiente esterno e altro ancora.

    L’azione di sanificazione e lavaggio periodica dell’impianto ha lo scopo di tenere in sicurezza l’impianto di erogazione. Si devono seguire ove presenti le indicazioni dei produttori sia in termini di prodotti sanificanti da utilizzare (concentrazione e tempo di contatto) sia nella frequenza.

    Generalmente le informazioni fornite dal produttore sono il frutto di una validazione scientifica e non un semplice buon senso. Ossia definito un protocollo di sanificazione, questo va testata e quindi validato.

    Perchè è necessario fare analisi microbiologiche e con quale frequenza ?

    Il controllo microbiologico ha lo scopo di verificare e accertarsi che le procedure di manutenzione ordinaria siano sufficienti a mantenere il sistema in efficienza, e in caso di anomalie per intervenire tempestivamente

    Vediamo quando fare le analisi e quale significato presentano.

    1. All’installazione, significa validare il corretto avviamento
    2. Durante il normale utilizzo, è una verifica statistica sulla correttezza della procedura di manutenzione
    3. Prima dell’inizio della manutenzione prevista, certifica che la frequenza tra un intervento e l’altro è corretta
    4. Subito dopo la manutenzione, certifica la corretta procedura di sanifica e cambio delle parti di consumo
    5. Dopo un evento straordinario, segnala la necessita di un ripristino dell’efficia del sistem filtrante
    6. Dopo l’internto di sanificazione a seguito di un evento straordinario, certifica l’efficacia dell’intervento eseguito

    I punti 1-3-4 sono da considerare solo in condizioni critiche. Utilizzando acqua già potabile con un protocollo di manutenzione indicato dal costruttore/produttore, non è necessario associare un controllo serrato che assomiglia più ad una validazione del protocollo di manutenzione.

    Il punto 2) invece non deve essere trascurato, in quanto è proprio della filosofia di azione preventiva per la riduzione del rischio. Un’indagine della qualità microbiologica dell’acqua erogata, fatta in forma statistica ha lo scopo non tanto di monitorare giorno per giorno la qualità dell’acqua potabile (cosa impossibile) ma di di tenere sotto controllo il piano di manutezione periodica. Per essere più chiari, se durante una analisi campione troviamo dei dati che diversi dallo zero, dobbiamo ragionare con i dati alla mano su diversi aspetti della questione. Capirne l’origine e quindi decidere se sia sufficiente una ciclo di sanifica, o sia necessario rivedere frequenza e protocollo di manutenzione ordianaria.

    Il punto 5e 6) devono essere presi in considerazione,in seguirto a fenomeni accidentali come ad esempio da una forntitura idirca sospetta (ad esempio lavori sulla rete) oppure un intasamento del gruppo di filtrazione, o altro ancora

    A chi è demandata la responsabilità dei controlli ?

    Il nuovo decreto DLgs 18 del marzo 23 recita

    La responsabilità dell’acqua erogata q) «gestore della distribuzione idrica interna»: il proprietario, il titolare, l’amministratore, il direttore o qualsiasi soggetto, anche se delegato o appaltato, che sia responsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interno ai locali pubblici e privati, collocato fra il punto di consegna e il punto d’uso dell’acqua;

    In ambiente dove è presente l’OSA (operatore settore alimentare) questi può affiancare o sostiure il GIDI, ma come recita la nuova normativa non è più automatico, che la responsabilità sia totalmente a suo carico poichè tale responsabilità può essere delegata o appaltata.

    Resta il fatto CATEGORICO, che sia esso GIDI o OSA, deve essere adeguantamente informato e formato sul tema specifico dei punti critici presenti in un impianto di erogazione al Punto d’Uso.

    Ricordati di utilizzare le indicazioni ISTISAN 0705 per procedere al prelievo dell’acqua da controllare

  • Terminologia introdotta dal DLgs18-2023

    Terminologia introdotta dal DLgs18-2023

    Il Decreto DLgs 18 del 2023 formalizza una serie di termini e figure che concorrono alla gestione della risorsa idropotabile. La Direttiva Europea 2084 aveva di fatto già rese noti questi termini e figure professionali, in questi anni il lavoro del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità ha permesso di renderli via via familiari agli adetti al settore.

    La valutazione del rischio come azione pro-attiva per goverare la qualità dell’acqua

    L’impostazione del nuovo decreto è basata sulla valutazione e gestione del rischio di tutta la filiera idropotabile. Anche se valori e parametri si avvicinano o sono del tutto identici di fatto vi è una rivoluzione non da poco nell’approccio al tema di come garantire acqua sana per la popolazione.

    GIDI Gestore Idrico Distribuzione Interna “Il proprietario, il titolare, l’amministratore, il direttore o qualsiasi soggetto, anche se delegato o appaltato, che sia responsabile del sistema idropotabile di
    distribuzione interno ai locali pubblici e privati, collocato fra il punto di consegna e il punto d’uso dell’acqua
    .”

    Nota 1: da non confondere con il Gestore Servizio Idrico intergato ( si occupa della rete a monte del contatore principale)

    Nota 2: in particolari condizioni, edifici prioritari di classe C -parte 2- dove presente, l’OSA può sostituirlo

    Edifici Prioritari “Gli immobili di grandi dimensioni, ad uso diverso dal domestico, o parti di detti edifici, in particolare per uso pubblico, con numerosi utenti potenzialmente esposti ai rischi connessi all’acqua.“

    Gli edifici prioritari sono divisi in 4 classi, edifici condominiali e privati non rientrano nella definizione di prioritari. Per la classe A ( strutture socio-sanitarie) è necessario il PSA mentre per le restanti classi è richiesto un piano di autocontrollo gestito dal GIDI attraverso i manuali di corretta prassi Igenica

    PSA Piani di sicurezza dell’acqua “Il piano attraverso il quale è definita e implementata l’analisi di rischio della filieraidropotabile, articolata in valutazione, gestione del rischio, comunicazione e azioni a queste correlate”

    I PSA devono essere approvati dal CenSia, (Centro nazionale per la sicurezza delle acque presso ISS) sono il frutto di un team di lavoro multidisciplinare governati da un Team Leader. Potrebbe essere richiesta la nostra collabrorazione nel team se è prevista l’installazione di erogatori all’interno di strutture socio-sanitarie con regime di ricovero.

    In divenire

    ReMaF: Reagenti e Materiali filtranti Si tratta di tutti i materiali utilizzati per il trattamento del’acqua, siano resine a scambio ionico, che materiale adsorbente, membrane etc.. in futuro (2036) dovranno essere autorizzati preventivamente dal Censia per la messa in commercio. Attendendo la fatidica data, non vengono meno le norme sulla qualità dei materiali (dm174-2004 e per il nostro settore il DM 25/2012)

  • Parametri obbligatori e parametri indicatori, differenze e loro utilizzo

    Parametri obbligatori e parametri indicatori, differenze e loro utilizzo

    In seguito ai precedenti articoli che mettevano in evidenza le principali differenze tra i parametri chimico-fisici e microbiologici del DL 31/2001 e DLgs 18-2023, è importante chiarire il significato dei parametri indicatori ed obbligatori per comprendere il significato dei valori limite.

    I parametri obbligatori, stabiliti dalla legge, rappresentano il livello massimo da non superare per garantire la potabilità.

    Sono parametri che vengono costantemente monitorati, non possono subire riduzioni sulla valutazione del rischio.

    Un superamento di questi parametri costituisce un potenziale pericolo per la salute umana, diciamo potenziale, perché il superamento di poco, anche se fuori norma, non significa una patologia immediata. Infatti, il valore è definito partendo dal presupposto di una lunga assunzione di acqua fuori parametro.

    Tra questi parametri obbligatori troviamo diversi valori chimico-fisici, ne citiamo alcuni, cromo, rame, piombo, nitrati, nitriti etc-.

    Nel nuovo decreto, sono indicati come obbligatori i parametri microbiologici Enterecocchi ed Escherichia, mentre alcuni possono essere rimossi seguendo i PSA.

    La loro presenza è indice di contaminazione fecale recente, e quindi di un potenziale ed immediato rischio per la salute umana. Sicuramente oltre a questi batteri saranno presenti altre specie e virus patogeni.

    Quali parametri sono sanzionabili ?

    I parametri obbligatori hanno rilevanza dal punto di vista sanitario e quindi un superamento dei loro limiti di parametro comporta necessariamente una sanzione secondo l’articolo 23 del DLgs 18-2023.

    I parametri indicatori invece sono utilizzati per valutare la qualità dell’acqua, fissati unicamente per finalità di monitoraggio ed in seguito per l’applicazione di correzioni.

    I parametri indicatori in linea generale non sono considerati pericolosi per la salute, ma rappresentano degli utili indizi per rilevare un cambiamento nella qualità dell’acqua potabile e quindi rappresentano un importante indicatore di prevenzione del rischio potenziale.

    In questo caso un superamento del valore di parametro non costituisce un’inosservanza , dunque non comporta la perdita dell’idoneità all’uso potabile e non è punibile con sanzioni.

    Per questo motivo la non conformità segnala esclusivamente la necessità di un’indagine approfondita per capirne la causa e conseguentemente adottare misure idonee per tornare al valore prestabilito.

    Tra i parametri indicatori sono un esempio il conteggio delle colonie a 22°C, batteri coliformi, Clostridium perfringens, calcio, magnesio, alluminio, cloruro etc., residuo fisso, conducibilità elettrica, pH, durezza dell’acqua, colore, odore e sapore.

    Ad esempio, il valore del pH, che è da sempre oggetto di contestazione o dubbio, nel nostro settore è indicatore, viene posto tra un valore di 6,5 e 9,5 e viene riportato nelle note che l’acqua non deve essere aggressiva.  

    La ratio della legge è quella di prevenire la corrosione nelle tubature e quindi la soluzione di sostanza potenzialmente pericolosa per la salute umana.  

    Se montiamo un impianto sotto lavello ad osmosi inversa, l’unica corrosione che viene in mente è il rubinettino finale, ma altri rischi non ci sono.

    Se montiamo un impianto ad osmosi centralizzato, possono esserci rischi significativi.  Infatti, la rimozione dei carbonati e non dell’acido carbonico, rende il pH basso e l’acqua aggressiva.

    Quando l’azienda sanitaria locale rileva una non conformità dei parametri indicatori che può rappresentare un rischio per la salute umana, deve adottare provvedimenti per ripristinare la qualità dell’acqua (Art. 5 comma d DLgs 18-2023).

    Le autorità di vigilanza e controllo, come ad esempio le ASL, possono imporre frequenze e campionamenti non previsti nelle routine della normativa in vigore o dei PSA stabiliti. 

    A questo proposito è stato istituito il PSA (Piano di Sicurezza dell’Acqua), un piano di gestione della sicurezza dell’acqua potabile, che deve essere sviluppato da tutte le autorità e gli enti responsabili della fornitura di acqua destinata al consumo umano.

    ll PSA identifica i rischi per la sicurezza dell’acqua, le misure di prevenzione e controllo da adottare, le procedure di gestione delle emergenze, le modalità di monitoraggio e verifica della qualità dell’acqua.

    Una volta identificati i rischi, il PSA stabilisce le misure di prevenzione e controllo da adottare per garantire la sicurezza dell’acqua. Queste misure possono includere la disinfezione dell’acqua, la rimozione di contaminanti, il monitoraggio regolare della qualità dell’acqua e l’implementazione di sistemi di gestione della sicurezza dell’acqua.

    È un modello di controllo della qualità e della sicurezza dell’acqua potabile non più basato sulla sola sorveglianza, ma sulla prevenzione e il monitoraggio continuo, attraverso la valutazione e la gestione del rischio potenziale.

  • Rubinetti e miscelatori, abbiamo acquisito il marchio  IFM

    Rubinetti e miscelatori, abbiamo acquisito il marchio IFM

    Una scelta doversosa, prendere di petto la questione di un componente fondamentale del trattamento al punto d’uso: I rubinetti e miscelatori che sono di corredo per gli impianti che andiamo ad installare.

    Una scelta necessaria vista la giungla commerciale e tecnica -produttiva.

    Questioni tecniche dei miscelatori

    Nella parte costruttiva, non si distingue più da ciò che è realmente prodotto nel Nostro Paese, da quello che è di origine asiatica. Molto spesso ci è capitato di veder spacciati per Italiani prodotti che sono totalmente made in China. E’ chiaro che il mondo globalizzato prende e assembla componenti che arrivano da tutto il mondo, ma deve essere anche chiaro che ci deve essere una selzione qualitativa, una attenzione al materiale che si importa e si asseembla.

    Per togliersi qualche altro sassolino dalle scarpe, possiamo aggiungere che il nostro mondo, quello del trattamento al punto d’uso passa quasi sempre da una sostituzione o aggiunta di un rubinetto terzo. Importare senza conoscere le difficolta di questa operazione è di poco valore aggiunto.

    Sostituire un miscelatore classico con uno a cinque vie, pone problemi di ingombro e di connessione. Le cinque acque necessitano di spazio e di facilità e sicurezza di aggancio. Abbiamo selezionato soluzioni che rispondono alle normative e all’esigenza del tecnico installatore.

    Un esempio significativo.

    Nei miscelatori a 5 vie, abbiamo la questione della connessione, utilizzare raccordi rapidi in resina acetalica è problematico vista la scarsa resistenza meccanica, alcuni utilizzano raccordi metallici, per ovviare questo problema, ma… nessuno si è chiesto o ha verificato il rilascio di nickel di questi raccordi che supera abbondantemente i valori limite. Abbiamo scelto di utlizzare n prodotto con raccordi rapidi John Guest, abbinando tubo e raccordi rapidi

    La cura dei dettagli dei miscelatori 5 vie

    Scatola a marchio IFM

    Manuale d’uso e manutenzione

    Aeratori Neoperl (ricambio presente nella scatola)

    Doccetta in metallo

    Connessioni alimentari, John Guest e tubi polietilene

    Questioni commerciali

    Le case che assemblano i miscelatori e rubinetti a 3 e 5 vie non si curano di gestire una corretta filiera distributiva. Chiunque, azeinda piccola o grande, addirittura consumatori finai accedono ai prezzi di fabbrica appiattendo di fatto il prezzo ed il corretto margine per chi lavora nel settore va a farsi benedire

    IFM è un marchio che protegge, è registrato e chiunque compri ed utilizzi il marchio deve sottostare alle regole comuni. Sia per il mercato digitale, che quello (pessimo) di Amazon è disciplinato dal prezzo da noi imposto, che corrisponde mediamente a 3 volte il prezzo di fabbrica. Chi non rispetta questa regola non può compare ed utilizzare il nostro marchio.

    Oltre a ciò, GWS da sempre è attenta al post Vendita con tutti i ricambi necessari, sul nostro portale e presso le nostre sedi sono disponibili i ircambi orginali

  • Variazione di parametro microbiologico, secondo il DLgs 18-2023

    Variazione di parametro microbiologico, secondo il DLgs 18-2023

    L’entrata in vigore del DLGS 18 del 2023 come recepimento della Dir.2020/2184 ha determinato dei cambiamenti non solo sul monitoraggio dei parametri chimico fisici, ma anche per ciò che concerne le analisi microbiologiche, processo che prevede il rilevamento e la quantificazione di microrganismi potenzialmente patogeni nell’acqua destinata al consumo umano.

    Tra i nuovi parametri introdotti per la valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici possiamo evidenziare Legionella, batterio molto importante sotto il profilo sanitario.

    Il rischio di contrarre infezioni da Legionella è associato ai sistemi di distribuzione idrica interni agli edifici. Per questo motivo i PSA (Piani di Sicurezza dell’Acqua) dovranno valutare il rischio e monitorare la presenza di Legionella negli impianti idrici degli edifici.

    Il Gestore Idrico della Distribuzione Interna dovrà configurare il programma di monitoraggio in base ai risultati della valutazione del rischio.

    Nello specifico per la ricerca di Legionella, la Direttiva 2020/2184 prevede l’utilizzo del metodo colturale EN ISO 11731.

    In aggiunta è stato inserito e consigliati in funzione dei PSA  il monitoraggio per i seguenti nuovi microrganismi:

    • Campylobacter

    • Legionella e L. pneumophila

    • Micobatteri non tubercolari

    • Amebe a vita libera

    • Listeria

    • Yersinia

    • Adenovirus

    • Norovirus

    Parametri indicatori secondo il DLgs 18

    Tra i parametri indicatori, per i controlli di routine, si possono osservare delle differenze per quanto riguarda il Conteggio delle colonie a 22°C (un tempo solo per le acque confezionate) , batteri coliformi, Clostridium perfringens spore comprese. In quanto sono valori necessari per il monitoraggio e quindi applicare misure correttive.

    controlli di routine

    A questo proposito viene affermato dalla Circolare del Ministero della salute n.13400/2021 che il valore per il parametro Batteri coliformi può essere superato fino ad un massimo di 10 unità/100 ml, non costituendo una “non conformità”, ma un’“inosservanza”, soprattutto se non si rilevano contemporaneamente microrganismi di origine enterica. ( argomento da approfondire)

    Rimangono invece invariati i parametri di Enterococchi intestinali ed E.coli confermando il limite di 0/100 ml.Sono considerati «parametri fondamentali» e le loro frequenze di monitoraggio, non possono essere ridotte valutando il rischio della fornitura idrica.

    La mancata conformità dei valori di parametro deve essere considerata un potenziale pericolo per la salute umana. Gli aspetti sanzionatori sono importanti anche se non argomento di questo articolo

    parametri obbligatori

    Per quanto riguarda il tema dei virus si può notare come nel Dlgs. N 31/2001 venivano ricercati come parametri dell’Avvertenza:

    • Alghe
    • Funghi
    • Batteriofagi anti-E.coli
    • Protozoi
    • Nematodi a vita libera
    • Pseudomonas aeruginosa
    • Enterobatteri patogeni
    • Stafilococchi patogeni
    • Enterovirus (volume di riferimento 100 L)

    Normativa, PSA e trattamento al punto d’uso

    Attualmente invece con il Decreto 18-2023 si sottolinea come sia il gestore ad adeguare il monitoraggio sulla base dei principali rischi e condizioni locali del PSA.  Ora per il modo del trattamento al punto d’uso, è evidente che non tutti sono da includere nel PSA. Sicuramente la Pseudomonas, brutta bestia, ha una valenza che indica la presenza di biofilm ed eventuali zone di ristagno, e quindi deve essere monitorata.

    Per il più generale settore dell’acqua potabile La ricerca di virus enterici è considerata rilevante, qualora ritenuta opportuna in seguito alla valutazione del rischio.

    Esistono molti virus enterici nelle acque, risultando spesso difficile l’analisi del singolo virus soprattutto perché la ricerca di tutti i patogeni è estremamente ardua per tempi, costi e complessità dei metodi analitici.

    I limiti stabiliti per questi microrganismi devono comunque essere sempre essere rispettati dalle aziende acquedottistiche e di gestione competenti per garantire la qualità dell’acqua potabile. La scelta dei parametri adeguati al controllo deve considerare le condizioni locali per ciascuna filiera idropotabile basandosi su un’attenta valutazione del rischio a cura del gestore.

    Nel nostro piccolo il trattamento al punto d’uso è parte della filiera che assicura la qualità dell’acqua al consumatore, esente da rischi e pericoli. Proprio per questo i temi sopra trattati saranno oggetto di approfondimento nei successivi articoli. Per una visione complessiva rimandiamo al nostro precedente articolo