Autore: fabio

  • GWS cambia sede

    GWS cambia sede

    Comunichiamo che a partire da lunedì 11 Dicembre potrete trovarci presso i nostri nuovi locali a Genova Campi:

    Corso F.M. Perrone 47L – 16152 Genova

    Restano invariati i recapiti telefonici.
    Siamo sopra Unieuro a Genova Campi, per raggiungerci è sufficiente percorrere la rampa a lato del negozio indicata in foto.

    Allo scopo di offrire un servizio sempre più efficiente e porci sul mercato come punto di riferimento tecnico normativo e di prodotto per i professionisti del trattamento acqua abbiamo ampliato i nostri locali e l’organico a disposizione, inserendo in azienda nuovo personale con conoscenze tecniche e normative, che ci ha permesso di prestare supporto ai nostri clienti a 360°.

    Tante sono le novità portate da questo intenso 2017 (una su tutte il progetto UV Spider) e molte altre sono in programma per il 2018, a partire da un rinnovato programma di corsi tecnici aperti a tutti i nostri clienti.

    Vi invitiamo a scoprirle seguendo la nostra pagina Facebook o iscrivendovi alla nostra newsletter.
    In questo modo riceverete gratuitamente aggiornamenti periodici sui prodotti in vendita, informazioni sulle variazioni normative del settore e molto altro ancora.

    Potrete trovarci nella nostra nuova sede di Genova Campi a partire da lunedì 11 Dicembre.

  • UV Spider, la soluzione alla carica batterica che stavi aspettando

    UV Spider, la soluzione alla carica batterica che stavi aspettando

    Che cos’è UV Spider

    Il dispositivo con tecnologia LED UV SPIDER, progettato e prodotto dalla GWS, è un prodotto made in Italy pensato per l’applicazione nel settore del trattamento dell’acqua al punto d’uso e l’inserimento in erogatori d’acqua nuovi e già esistenti.

    Il sistema SPIDER unisce l’innovativa tecnologia della luce LED al potere altamente germicida dell’emissione UV-C. L’effetto batteriostatico avviene grazie alla capacità di assorbimento del DNA batterico della radiazione compresa nell’intervallo 200-300 nm, motivo per cui risulta particolarmente efficace la luce UV emessa dai LED “SPIDER” avendo una lunghezza d’onda pari a 275nm.

    L’UV Spider presenta una barriera al 99.99% dei microrganismi patogeni che più frequentemente possono contaminare l’acqua e i dispositivi di filtrazione, compresi quelli clororesistenti, come Giardia, Cryptosporidium e Pseudomonas.

    Dotare un erogatore d’acqua di un sistema UV SPIDER significa allontanare dall’impianto il pericolo di contaminazione batterica ed avere quindi maggiori garanzie nell’erogazione di acqua microbiologicamente conforme ai parametri di legge.

    Come funziona UV Spider

    Come funziona UV SpiderIl sistema UV SPIDER può alimentare, con corrente continua, 1, 3 o 5 sorgenti UV, che possono essere sistemate all’interno della macchina con un semplice intervento di pochi minuti.

    I dispositivi LED sono alloggiati in appositi connettori in TEFLON, un materiale plastico idoneo al contatto con l’acqua potabile e trasparente all’irraggiamento UV. I connettori, predisposti per accogliere sino a due sorgenti UV, possono avere diverse geometrie ed essere compatibili con attacchi idraulici JG di qualsiasi tipo, ciò consente l’inserimento rapido in svariati punti di qualsiasi impianto esistente.

    L’azione prolungata della luce UVC emessa dai LED effettua un’azione microbiocida molto efficace, protegge l’impianto da fenomeni di retrocontaminazione batterica e contribuisce all’erogazione di acqua conforme ai parametri di legge.

    Perchè scegliere UV Spider

    • Nessuna alterazione del gusto dell’acqua
    • Azione battericida localizzata nei punti critici dell’impianto
    • Elevata efficienza e bassissimo consumo elettrico
    • Nessun riscaldamento dell’acqua trattata
    • Vita media 6-8 volte maggiore rispetto alle tradizionali lampade a vapori di mercurio
    • Accensione ed efficacia istantanee
    • Compatibilità ambientale: assenza di sostanze tossiche e metalli pesanti nei componenti

    Caratteristiche tecniche

    Alimentazione elettrica 24 V
    Potenza assorbita (1 piastrina LED) 1,4 W
    Durata operativa 50.000 ore/6 anni
    Lunghezza d’onda – UVC 275 nm
    Irraggiamento UV (1 piastrina LED) 100 microW/cm2

    Il dispositivo risponde ai requisiti di conformità RoHs, CE e DM 174/2004

    Configurazioni di UV Spider disponibili

    UV Spider può adattarsi ad ogni tipo di esigenza dell’impianto grazie alle numerose configurazioni possibili.

    Il dispositivo può essere fornito con 1, 3 o 5 sorgenti UV e varie tipologie di connettore con attacchi differenti e un numero variabile di led (2 o 4).

    Configurazioni disponibili per le sorgenti UV

    5 sorgenti UV UV Spider 5 vie
    3 sorgenti UV UV Spider 3 vie
    1 sorgente UV UV Spider 1 via

    Tipologie di connettore disponibili

    Tipologia connettore Codice Schema
    Connettore teflon tubo 6 mm ULS.001.006.006 Connettore teflon tubo 6mm
    Connettore teflon tubo 8mm ULS.001.008.008 Connettore teflon tubo 8mm
    Connettore teflon tubo 8 mm m/f ULS.002.008.008 Connettore teflon tubo 8 mm m/f
    Connettore teflon 1/4” f/f ULS.003.014.014 Connettore teflon 1/4” f/f
    Connettore teflon 1/4”f – tubo 8mm – 90° ULS.004.008.014 Connettore teflon 1/4”f - tubo 8mm - 90°
    Connettore teflon 8 mm f/f ULS.005.008.008 Connettore teflon 8 mm f/f

    Dotazioni LED disponibili per i connettori

    1 piastrina (2 LED) UV Spider a 2 LED
    2 piastrine (4 LED) UV Spider a 4 Led

    Clicca qui per scaricare la scheda prodotto

  • UV Spider, l’ultima frontiera della disinfezione UV

    UV Spider, l’ultima frontiera della disinfezione UV

    Una novità assoluta nel trattamento POU

    Il ritorno della conta batterica a 22° e il conseguente rischio multe per i professionisti del settore hanno imposto la necessità di prestare maggiore attenzione alla contaminazione batterica all’interno degli impianti di trattamento.
    La nostra risposta a questa necessità si chiama UV SPIDER.

    Il dispositivo UV SPIDER a tecnologia LED, progettato e prodotto dalla GWS, è stato pensato per l’applicazione nel settore del trattamento dell’acqua al punto d’uso, per l’inserimento in erogatori d’acqua nuovi e già esistenti.

    Il sistema “SPIDER” unisce l’innovativa tecnologia della luce LED al potere altamente germicida dell’emissione UV-C, motivo per cui il dispositivo può essere considerato l’ultima frontiera della disinfezione applicata al settore del trattamento al punto d’uso.

    Il sistema UV LED SPIDER è alimentato a corrente continua 24V e predisposto per attacchi JG di qualsiasi tipo, ciò consente l’inserimento rapido in svariati punti di qualsiasi impianto esistente.

    Ogni SPIDER può alimentare fino a 5 punti UV, che possono essere sistemati all’interno della macchina con un intervento di pochi minuti.

    L’azione prolungata della luce UVC emessa dai LED protegge la macchina da fenomeni di retrocontaminazione batterica e contribuisce all’erogazione di acqua microbiologicamente conforme ai parametri di legge.
    Tra le principali caratteristiche del sistema UV LED “SPIDER”:

    • Nessuna alterazione del gusto dell’acqua
    • Azione battericida localizzata
    • Bassissimo consumo
    • Luce fredda
    • Durata operativa 50.000 ore

    Il sistema a sentinella UV LED “SPIDER” viene presentato in anteprima alla Fiera Internazionale Aquatech di Amsterdam – 31 ottobre/3 novembre 2017

  • Sanzioni MOCA, i professionisti rischiano fino a 80.000 Euro

    Sanzioni MOCA, i professionisti rischiano fino a 80.000 Euro

    L’entrata in vigore del D.Lgs n.29 del 10 febbraio 2017 avvenuta lo scorso 2 aprile ha modificato la disciplina relativa alle sanzioni per MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) non conformi.

    Il decreto in oggetto stabilisce la disciplina sanzionatoria per la violazione degli obblighi derivanti dai regolamenti comunitari che normano i materiali e gli oggetti che possono venire a contatto con gli alimenti, i cosiddetti MOCA.
    Anche i dispositivi di trattamento acqua sono soggetti alla normativa in virtù del DM 174/2004 (Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano).

    Questo significa che tutti i componenti degli impianti che vengono a contatto con l’acqua potabile devono rispondere ai limiti previsti dal DM174/2004 per quanto riguarda le migrazioni globali e specifiche previste.
    È quindi fondamentale il rispetto delle buone pratiche di fabbricazione, l’attuazione di controlli di qualità effettuati sui materiali e la produzione di documenti che attestino tali attività.

    Per coloro che producono e/o commercializzano impianti non conformi sono previste sanzioni amministrative diversificate, che possono ammontare sino a 80.000 euro.

    Sanzioni MOCA, categorie di violazioni

    Vengono contemplate 4 categorie di violazioni per ognuna delle quali è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa diversificata a seconda della gravità delle possibili conseguenze, in ordine crescente si hanno le seguenti casistiche:

    • L’operatore economico che induca in errore i consumatori circa l’impiego sicuro e corretto dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 1.500 a euro 25.000

    • Nel caso in cui l’operatore economico immetta sul mercato, o utilizzi in qualunque fase della produzione, della trasformazione o della distribuzione materiali o oggetti, che, trasferiscono ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 27.000
    • Se l’operatore economico produce, immette sul mercato o utilizza in qualunque fase della produzione, della trasformazione o della distribuzione materiali o oggetti che trasferiscono ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da comportare una violazione dei limiti di migrazione globale laddove previsti o, qualora non previsti, il mancato rispetto delle norme di buona fabbricazione della loro composizione, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 7.500 a euro 60.000
    • Qualora l’operatore economico produca o immetta sul mercato o utilizzi in qualunque fase della produzione, della trasformazione o della distribuzione materiali o oggetti, che trasferiscono ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 80.000.

    E’ previsto l’aggiornamento delle sanzioni amministrative ogni due anni, con l’incremento sulla base delle variazioni dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, rilevato dall’ISTAT.

  • La qualità certificata degli impianti GWS

    La qualità certificata degli impianti GWS

    La commercializzazione di impianti a norma di legge costituisce per GWS un dovere nei confronti del consumatore ancor prima di un obbligo legale.
    Per questa ragione abbiamo posto da sempre particolare attenzione all’aggiornamento normativo nel settore trattamento acque destinate al consumo umano, sottoponendo regolarmente i nostri impianti ai necessari test di sicurezza e funzionalità.

    Come tutti i materiali che vengono in contatto con prodotti alimentari, anche quelli che compongono impianti destinati al trattamento acque potabili devono rispondere a precisi requisiti di sicurezza in termini di rilascio di componenti.
    I requisiti richiesti dalla legge sono finalizzati ad evitare l’alterazione dell’acqua dal punto di vista organolettico, fisico, chimico e batteriologico, agendo quindi a tutela del consumatore in favore di un’acqua buona e sicura.

    L’insieme dei requisiti da soddisfare è raccolto nel DM 6 aprile 2004, n.174, che viene definito come:

    “Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano
    ”

    Si sottolinea che tale regolamento riguarda materiali, oggetti e relativi prodotti di assemblaggio (gomiti, valvole di intercettazione, guarnizioni, ecc…) che compongono gli impianti.

    Le prove di cessione richieste dal DM 174/2004 sugli impianti GWS sono state effettuate presso il laboratorio esterno certificato Accredia, che si è occupato di verificare la migrazione globale e specifica in acqua delle sostanze previste, rilasciando infine le certificazioni richieste dalla legge.

    La dichiarazione di conformità dei nostri impianti al DM 174/2004 dimostra che tutte i componenti degli stessi sono sicuri e non alterano la qualità dell’acqua al contatto.

    Questo significa, ad esempio, che nei nostri impianti per la disinfezione UV l’acciaio inossidabile del corpo, le guaine in quarzo e le guarnizioni sono conformi ai requisiti stabiliti dalla legge, e che nei nostri filtri pre-coat Water Pro tutti i connettori, reti, tubi, o-ring e valvole costituiti da differenti materiali plastici possono entrare a contatto con l’acqua in totale sicurezza.

    Rendiamo disponibile il Rapporto di Prova riguardante il test di migrazione globale effettuato sui filtri Water Pro IN, con relativa Dichiarazione di Conformità.

    Altre informazioni circa la certificazione degli impianti sono disponibili su richiesta, a questo link la gamma dei nostri filtri Water Pro Inline

  • Possiamo fidarci delle membrane E-MEM? Ecco il nostro test

    Possiamo fidarci delle membrane E-MEM? Ecco il nostro test

    Controlli di qualità sul prodotto: le membrane E-MEM per osmosi inversa

    GWS sottopone regolarmente tutti i suoi prodotti a rigorosi controlli di qualità, tra i quali quelli funzionali, su impianti e componenti che vengono selezionati a campione.
    Non fanno eccezione le membrane E-MEM per osmosi inversa, sulle quali abbiamo svolto il test illustrato di seguito.

    La resa di un impianto ad osmosi inversa può variare notevolmente in base alle prestazioni delle membrane, che a loro volta performano diversamente in relazione ai seguenti parametri:

    • temperatura dell’acqua
    • pH dell’acqua
    • concentrazione salina dell’acqua
    • pressione di alimentazione
    • contropressione sul concentrato
    • Efficacia della prefiltrazione

    La produzione di permeato di un impianto può quindi risultare molto diversa, anche a parità di membrane utilizzate, proprio a causa di differenti parametri caratteristici dell’acqua e delle condizioni operative.
    In questa prova abbiamo verificato le prestazioni di alcune membrane E-MEM 2012-150 GPD, normalmente impiegate negli apparecchi per il trattamento al punto d’uso dell’acqua.

    Abbiamo sottoposto a test operativo 12 membrane, appartenenti ad altrettanti lotti.
    Le membrane, nuove, sono state opportunamente flussate per 1 minuto quindi alimentate con acqua di rete (conducibilità 105 microS/cm, T = 19°C), non filtrata, a varie pressioni (P) e per ciascuna si è misurato il flusso (Q).

    Come è andato il nostro test sulle membrane E-MEM per osmosi inversa

    I risultati del test sono stati i seguenti:

    il nostro test sulle membrane E-MEM

    • permeato inodore, incolore, insapore
    • conducibilità del permeato = 7 microS/cm (T = 19°C)
    • reiezione salina media sul contenuto salino totale = 93%
    • produzione media1 delle 12 membrane a varie pressioni:
      • P1 = 5 bar – Q = 0,45 L/min
      • P2 = 8 bar – Q = 0,72,5 L/min
      • P3 = 10 bar – Q = 0,92 L/min

    Sinteticamente possiamo dire che il test ha dimostrato l’efficacia delle membrane E-MEM 2012-150 GPD e la rispondenza operativa con i dati tecnici.

    E’ doveroso specificare che le prestazioni possono cambiare nel tempo e che l’intasamento progressivo degli elementi filtranti avviene con una velocità dipendente da quanto e come ha lavorato la membrana, ossia dai parametri operativi prima elencati. Appare tuttavia evidente che le membrane E-MEM si confermino come un prodotto di qualità, affidabile e dalle buone prestazioni.

    Sul nostro negozio online dedicato ai professionisti l’elenco completo delle membrane E-MEM disponibili.


    1 150 GPD corrispondono a circa 600 litri/giorno, ossia ad un flusso di 0,5 L/min per h24

    Salva

  • Recepimento direttiva 2015/1787

    Recepimento direttiva 2015/1787

    Con il nuovo decreto torna l’obbligo e quindi il rischio di sanzioni, per la conta delle colonie batteriche a 22°C nell’acqua di rete

    Il 18 agosto 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.192 il testo del Decreto Ministeriale 14 giugno 2017 “Recepimento della direttiva (UE) 2015/1787 che modifica gli allegati II e III della direttiva 98/83/CE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano e gli allegati II e III del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31”.
    Si tratta di un provvedimento importante in quanto interviene su alcune parti fondamentali della normativa; il testo è suddiviso in varie sezioni che trattano i seguenti argomenti:
    PARTE A – Obiettivi generali e programmi di controllo
    PARTE B – Parametri e frequenze di controllo
    PARTE C – Valutazione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety Plans (Piani di sicurezza dell’acqua)
    PARTE D – Metodi e punti di campionamento

    Il decreto nasce per un adeguamento alla legislazione Europea ed è rivolto principalmente agli enti che gestiscono gli acquedotti; non di meno, essendo la norma che disciplina tutta la filiera dell’acqua potabile, distribuzione ed erogazione, ha un importante impatto sul mondo del trattamento acqua. Vengono aboliti i vecchi allegati II e III del D.Lgs 31/2001 e sostituiti con due nuovi allegati

    Già nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di scrivere in proposito alla luce delle bozze del decreto oggi disponibile.

    Nel nuovo allegato vengono ridefiniti i parametri obbligatori per il controllo della qualità dell’acqua di rete

    a) Escherichia coli (E. coli), batteri coliformi, conta delle colonie a 22°C, colore, torbidità, sapore, odore, pH, conduttività
    b) altri parametri ritenuti pertinenti per il programma di controllo, per il rispetto degli obblighi generali attraverso la valutazione del rischio
    In circostanze specifiche vanno aggiunti quelli elencati di seguito:
    a) ammonio e nitrito, se si utilizza la clorammina
    b) alluminio e ferro, se utilizzati come prodotti chimici per il trattamento delle acque.

    La conta delle colonie a 22 °C e i batteri coliformi non erano presenti nel precedente allegato al D.Lgs 31/2001. O meglio la conta a 22 e 37°C era obbligatoria solo per le acque confezionate, mentre non era richiesta, nè sanzionabile, per quella a di rete. Più di una volta, multe inflitte da ASL e NAS, furono stracciate in presenza di un parere vincolante del Ministero della Salute che ribadiva, in maniera chiara, quanto contenuto nel vecchio allegato I parte A del 31/2001. Oggi le cose cambiano e la conta diviene obbligatoria, (come era prima del 31/2001)

    Per il parametro a 22°C non vi è un valore di riferimento preciso, la norma a tal proposito impone (allegato I parte C) “senza variazioni anomale”. Su questo punto in passato abbiamo avuto infinite discussioni con le ASL. La variazione anomala, non vuol dire nessuna variazione, significa che se è spropositata evidenzia un possibile rischio sanitario. Ossia se nell’acqua viene rimossa la clorocopertura, e la carica batterica cresce, il fatto è del tutto normale e non anomalo. Se la carica batterica sale in maniera esplosiva il fatto è anomalo. Tradotto in cifre, se la carica batterica a 22°C è nell’ordine delle 200 UFC per acqua trattata in assenza di cloro, il fatto è NORMALE, se la carica è 2000 UFC il fatto è anormale (i numeri riportati sono del tutto indicativi e funzionali al ragionamento)

    Un secondo punto che può diventare rognoso per il nostro settore, ma che va affrontato e seguito con puntualità e precisione, è la frequenza dei controlli, che dovranno essere concordati con le ASL secondo il Water Safety Plan, ossia il documento di valutazione dei rischi che ogni OSA (Operatore Settore Alimentare) deve possedere.
    Nella parte C del decreto si richiede infatti che:
    4. La valutazione del rischio, deve comprendere:
    a) banca dati sulla filiera idro-potabile, sulla valutazione di rischio e sulle misure di controllo e monitoraggio, condivisa con l’autorità sanitaria locale e centrale