Autore: fabio

  • Corsi Tecnici GWS 2021 – Come installare, mantenere e gestire gli erogatori d’acqua fredda e frizzante con osmosi o microfiltrazione

    Corsi Tecnici GWS 2021 – Come installare, mantenere e gestire gli erogatori d’acqua fredda e frizzante con osmosi o microfiltrazione

    Dopo molti mesi di interruzione forzata, GWS può riprendere la sua attività di divulgazione tecnica e normativa, tramite corsi tecnici specifici destinati a installatori e professionisti del settore.

    Nelle seguenti date del mese di Maggio, presenteremo le caratteristiche tecniche dei principali modelli di erogatori domestici sotto e soprabanco presenti sul mercato e tutte le normative di riferimento.

    Date previste nei nostri punti vendita:

    • Genova – Venerdì 21 Maggio
    • Roma – Venerdì 21 Maggio
    • Napoli – Venerdì 21 Maggio
    • Cernusco sul Naviglio (MI) – Mercoledì 19 Maggio

    La giornata sarà suddivisa in due parti: dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 inframezzate dalla pausa pranzo

    Argomenti trattati:

    • Mattina Gestione tecnica della gamma erogatori domestici e linea prodotti correlati: punti di forza e perfezionamenti tecnici attuati su ogni modello. Normativa di riferimento.
    • Pomeriggio delucidazioni delle procedure da attuare in fase di installazione e in caso di guasto. Manutenzione ordinaria e straordinaria. Spazio per domande dei partecipanti

    Numero massimo partecipanti: 8 persone/ punto vendita
    Costo a partecipante: €30 + iva
    Pregasi mandare richiesta per info e iscrizioni all’indirizzo: [email protected]

    ATTENZIONE: per norme igieniche e di prevenzione la partecipazione è volutamente limitata. Le adesioni verranno gestite e quindi confermate in ordine di ricezione.

  • Bonus fiscale, a che punto siamo

    Bonus fiscale, a che punto siamo

    Dopo l’entusiasmo di inizio anno siamo a fine aprile e tutto si avvolge di una nebbia spessa e pesante.

    Di certo rimane solo la Legge di Bilancio 2021 che prevedeva uno stanziamento di 5 milioni di € per il 2021 e altri 5 per l’anno successivo. Un massimale di 1.000 € ad impianto per il settore domestico (consumatori) e 5.000 € per il settore della ristorazione (vedi nostro precedente articolo).

    La legge demanda ad un Decreto Attuativo la definizione dei requisiti e delle procedure per ottenere questi bonus. Il Ministero dell’Ambiente è incaricato della redazione, che aveva come termine 60 gg dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio.

    Governo nuovo…

    Al momento non c’è nessuna indicazione ufficiale, fonti giornalistiche paventano il blocco di tutti i finanziamenti per i vari Bonus presenti nella Legge di Bilancio (su queste indiscrezioni non sono emerse smentite ufficiali).

    Il Ministero dell’Ambiente incaricato della redazione del decreto attuativo al momento è fermo e nulla è stato predisposto.

    Non sappiamo se ci saranno o meno i fondi a copertura
    Non sappiamo come la richiesta del bonus sarà vincolata a quali requisiti
    Non sappiamo se ci dovrà essere una preventivo assenso da parte dell’ENEA
    Non sappiamo come saranno erogati questi bonus fiscali: con un click day? Con una lista di merito?

    Dire fesserie: un boomerang che torna indietro.

    un’opportunità di confronto per le aziende serie

    Le promesse dei politici, come sappiamo, hanno spesso poco valore.

    Le promesse delle ditte avventuriere che millantano l’esistenza e la possibilità di utilizzo del bonus fiscale, fanno male al settore. Ma non tutto il male vien per nuocere, quando la concorrenza è scorretta è facile che la crusca si separi dalla farina, e per utilizzare un altro proverbio possiamo affermare una sacrosanta verità: la farina del diavolo va tutta in crusca.

    Parlando fuor di metafora, assistiamo – come sempre nel nostro settore – allo scontro tra aziende serie e aziende avventuriere, ma chi ha la memoria lunga può tranquillamente affermare che di aziende “furbette” il nostro settore ne ha viste tante, senza che nessuna di esse facesse strada.
    Al contrario possiamo affermare che di aziende sane e corrette ne abbiamo viste altrettante nel corso degli anni, e che quelle stesse siano ancor oggi in crescita.

    Gestire un cliente ingannato in fin dei conti ha costi folli…

  • Direttiva Europea 2184-2020

    Direttiva Europea 2184-2020

    É stata pubblicata la nuova Direttiva Europea sulle acque destinate al consumo umano. Sostituisce la precedente 98/83 Dovrà essere recepita dalle legislazioni nazionali dei singoli Stati membri della Comunità Europea, i tempi italici non sono noti.

    La direttiva Europea 2184 – 2020 e il trattamento dell’acqua potabile

    La corposa direttiva ha lo scopo di dare un indirizzo comune in tutta l’Europa comunitaria sul gigantesco tema dell’acqua destinata al consumo umano. Nelle premesse è specificato che non rientrano nella direttiva e ne sono quindi escluse le Acque Minerali e Acque Medicinali La direttiva non ha come focus il trattamento dell’acqua potabile, ma i diversi e numerosi punti hanno una importanza assai rilevante sul mondo del trattamento. Come sempre la legge hanno un respiro ed una “ratio” ossia ha un fine per la quale è stata creata. Capirne e la struttura e l’impostazione è necessario per leggere i vari articoli e norme di riferimento. Potrebbe sembrare una banalità, ma in condensato possiamo dire che la nuova direttiva si pone l’obiettivo di migliorare la sicurezza, diminuire il rischio sanitario a maggior tutela dei cittadini. Una novità importante contenuta nell’articolo 1, sugli scopi della direttiva è l’affermazione ” …nonché il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano “ La precedente direttiva la 98/83, recepita in Italia dal DL 31/2001 era rivolta ad un generale tema della produzione e distribuzione della risorsa idrica senza chiarire importanti distinguo tra i diversi soggetti della filiera, nella nuova direttiva.

    Questioni di terminologia importanti

    Nell’articolo 2 della direttiva ci sono ben 4 definizioni che coinvolgono il settore del trattamento acqua per «acque destinate al consumo umano» si intendono: tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, culinario o per la preparazione di cibi o per altri usi domestici in locali sia pubblici sia privati, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, fornite mediante cisterne o in bottiglie o contenitori, comprese le acque di sorgente. É chiaro: anche il settore del trattamento al punto d’uso rientra appieno nella definizione. Per «fornitore di acqua» si intende l’azienda che fornisce acque destinate al consumo umano La definizione di impresa alimentare viene rimandata al Regolamento CE 178 del 2002 che dice: «impresa alimentare», ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti. L’azienda che gestisce un impianto di trattamento dell’acqua già potabile, ad esempio un erogatore posto in una scuola, è un fornitore di acqua o una impresa alimentare ? La nuova direttiva nata non certo per disciplinare il nostro settore, ma più in generale la filiera della fornitura dell’acqua destinata al consumo umano, non è chiarissima, la semantica dice il trattamento dell’acqua potabile è ascrivibile contemporaneamente ad entrambi le definizioni. Ovvio che cambia completamente il peso se si parla di una casetta dell’acqua, o di un impianto sottolavello domestico. In questo dobbiamo sempre considerare la “ratio” della legge. Non vogliamo apparire pesanti e pignoli, ma l’approfondimento dei successivi articoli presenti nella direttiva non può essere fatto se non si poggia il ragionamento una comprensione dei termini.

    Un lavoro di approfondimento sulla direttiva 2184 del 2020

    Vedremo in successivi articoli sul nostro blog di esaminare le novità e i cambiamenti imposti dalla nuova direttiva. Un programma di pubblicazione di massima è il seguente

    • Standard qualitativi e parametri di riferimento
    • Il rischio e la sua valutazione per la sicurezza
    • Valutazione e gestione del rischio del sistema di fornitura (piani di sicurezza)
    • Valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici
    • Materiali filtranti
    • Materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano

    La cadenza delle pubblicazioni non sarà a data fissa, speriamo di chiudere entro maggio 2021  

  • Corsi tecnici GWS

    Corsi tecnici GWS

    Con la legge di bilancio del  30 dicembre per il 2021 è previsto un bonus per l’acquisto di impianti per il trattamento dell’acqua potabile.

    Possiamo leggere  le norme che ci riguardano ai commi  1087 -1089 della legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale

    Restiamo  in attesa del decreto attuativo, per conscere a fondo come verrà impostato lo sgravio contributivo, se ad opera del consumaore/cliente finale o con la possibiità di sconto in fattura.

    Per i privati è indicato un bonus fiscale  2021 massimo del 50% della spesa con un tetto di 1000 €, mentre per il settore dei professionisti  ristorazione collettiva o erogazione al pubblico il tetto è fissato a 5000 €.

    La cifra stanziata nel bonus fiscale per i “sistemi di filtraggio” non è elevata, si parla di 5.000.000  di €  per il 2021 e altreattanti per l’anno a seguire.  Per un fatturato annuo complessivo in Italia di oltre 300 milioni di €  ( esclusi i trattamenti tecnici come gli addolcitori )  l’incidenza compessiva sarà sotto il 2 %  del fatturato totale.

    Se sarà previsto lo sconto in fattura, è chiaro che la parte del leone la faranno i grossi gruppi strutturati, che potranno cedere al sistema bancario il credito d’imposta. Accedere al sistema bancario per cedere lo sgraviio  fiscale su 5 anni  non è cosa semplice e automanitca, le piccole ditte non potrenno tenersi in pancia crediti fiscali.

    Il bonus fiscale per uscire dal limbo sociale

    A parte i numeri e le ricadute monetarie, la presenza nella legge di bilancio di un bonus fiscale per il trattamento acqua  è estremamente positivo.  Per la prima volta il nostro settore è equiparato in maniera normale ad altri settori,  viene riconosciuta la dignità di un lavoro serio ed importante.  Bere acqua erogata da un impianto di trattamentoe filtrazione ha una valenza sociale,  riduce l’uso sconsiderato dei contenitori in plastica.

    Un ulteriore aspetto positivo legato al bonus fiscale per gli impianti di trattamento dell’acqua potabile, è la pubblictà aperta e gratuita. Ne parlano i giornali e tutti i mass media in generale con interesse e positività. Tutto il settore non potrà che ricevere una ricaduta positiva d’immagine

    Anche se i fondi stanziati sono bassi, e rimanendo in attesa del decreto attuativo, non possiamo che ripartire per il 2021 con un setimento di orgoglio e di certezza.  Il trattamento dell’acqua potabile al punto d’uso è importante.

    Un’ultima considerazione sul bonus fiscale per gli impanti di filtrazione.  Il decreto attuativo è bene che esca (nel bene o nel male ) presto. Potrebbe bloccarsi il settore delle vendite in attesa di cooscere i “graziati”  dal Bonus, visto che la cifra stanziata non coprirà certo la domanda generale  potrebbe generarsi un fenomeno di attesa non certo positivo.

    Questioni di terminologia

    Nei ristoranti e nel settore pubblico se non si utilizza la corretta terminologia, il rischio multe è elevato.  Non utilizzare caraffe con la dicitura “acqua potable trattata” può portare a sanzioni pecuniarie anche pewsanti.  Nella legge di bilancio si utilizzano in maniera allegra i termini di filtrazione e mineralizzazione.  E’ alquanto strano che non ci sia un riferimento normativo al DM25/2012, vedermo se nel  decreto attutativo sarà corretto il tiro.

    Bonus Fiscale per Rubinetti

    La legge di bilancio per il 2021  prevede anche un Bonus Idrico per la sostiruzione di impianti vetusti. Non è un bonus  proprio del trattamento acqua, ma può rientrare soprattutto nel caso si utilizzassero rubinetti e miscealtori a 3 vie, o anche a miscelatori a 5 vie per gli erogatori d’acqua liscia fredda e frizzante

     

     

     

  • trattamento acqua: lezioni private

    trattamento acqua: lezioni private

    Un titolo a metà tra il serio e faceto.  Ogni anno GWS organizza cicli di incontri per la formazione tecnico-normativa sullo svariegato mondo del trattamento acqua.   E’ un anno particolare, l’emergenza dovuta alla pandemia del Covid e le restrizioni imposte dallo Stato, obbligano a modificare azioni e comportamenti, sia individuali che aziendali.

    Avevamo previsto per il mese di settembre una serie di incontri sperando che il picco fosse passato e che la normalità avesse  preso il sopravvento.  Troppo ottimismo, anche se la situazione piano piano sembra migliorare.   Non volendo forzare e non volendo creare possibili situazioni critiche, abbiamo deciso  di non rinunciare alla tradizionale offerta formativa, cambiando lo schema organizzativo per ridurre i potenziali rischi.

    Lezioni private di trattamento acqua

    Mettiamo a disposizione delle aziende e dei professionisti 2 mezze giornate al mese nei nostri diversi centri di distribuzione. A Genova, Roma, Milano, Napoli  con il calendario sotto riportato.   Ci si può prenotare, riservando lo spazio temporale, con temi specifici a richiesta, ossia verificata la disponibilità, ognuno può richiedere di affrontare argomenti  che più gli interessano.

    Genova  il 2 e 4 venerdì del mese    [email protected]  tel 0107451845

    Milano  il 2 e 4 giovedì del mese      [email protected] tel 0236545830

    Roma il 2 e 4 mercoledì del mese    [email protected]    tel 0272677050

    Napoli il 2 e 4 mercoledì del mese  [email protected]     tel 08119849511

    E’ necessario prentotare con almeno 1 settimana di anticipo e verificare la disponibilità per i posti. Al momento della prenotazione  indicare il tema oggetto della lezione ad personam.

    I temi oggetto delle lezioni private sono legati all’ambito tecnico dei prodotti – Osmosi, filtrazione, frigogasatori, addolcitori, le loro caratteristiche, come installarli, la loro conduzione.

    A Novembre Giornata formativa sull’impianto normativo

    Il tema normativo, le leggi di riferimento e le corrette procedure  sarà oggetto di un incontro  che organizzeremo dopo l’emergenza Covid in forma plenaria.

  • Compensatore e acqua frizzante: quando è perché è necessario utilizzarlo

    Compensatore e acqua frizzante: quando è perché è necessario utilizzarlo

    Un tema ricorrente per chi installa erogatori d’acqua frizzante è la richiesta da parte del cliente esigente di avere un elevato livello di gasatura associato ad  un tipo di bolla che soddisfi il palato.

    Tanti sono i fattori che influenzano il livello di gasatura ed il perlage dell’acqua frizzante,  non è scopo di questo breve articolo fare un ampio trattato,  ci vorrebbero decine  e decine di pagine,   ci soffermiamo sulla necessità di mantenere elevata gasatura e perlage dopo la carbonazione, ossia la saturazione dell’acqua con anidride carbonica. I gruppi che producono acqua frizzante possono lavorare a freddo o a caldo, il cuore è comunque dato da un saturatore ed una pompa di spinta.

    L’uscita dell’acqua frizzante dal saturatore è il suo trasporto al punto di erogazione è un elemento critico che se non correttamente gestito riduce i livelli di gasatura raggiunti all’interno della camera di saturazione.  Principalmente i fattori sono legati alla variazione di temperatura soprattutto per gli impianti sotto banco,  alla regime turbolento all’interno della condotta, o alla variazione di pressione  con espansione e quindi separazione tra Co2 e acqua.

    Come evitare il deterioramento del livello di gasatura?

    Esiste un componente abbastanza semplice che regola il flusso riducendo la turbolenza e nello stesso tempo creando una giusta contro pressione che evita l’espansione dell’acqua frizzante all’interno del saturatore: il compensatore

    Il compensatore è un accoppiamento conico  che ha lo scopo di frenare “dolcemente” il flusso dell’acqua, senza creare turbolenze aggiuntive. Se utilizzassimo semplicemente un normale regolatore di flusso, o una valvolina di intercettazione, abbiamo il grave inconveniente che si creano zone di depressione, micro vortici e turbolenze che deteriorano la qualità della gasatura.

    Il compensatore deve essere posizionato il più vicino possibile al punto di erogazione.  Se l’impianto è sottobanco, è la colonna o rubinetto di erogazione è sprovvisto di un suo proprio sistema di compensazione, consigliamo di installare il compensatore il più vicino possibile all’ingresso del rubinetto/colonna.

    Un sistema alternativo all’utilizzo del componente compensatore è il capillare, ossia un tubo abbastanza lungo di diametro interno piccolo, generalmente 2/3 mm, che frena e regolarizza il moto. Su alcuni nostri impianti montiamo il tubo da 4 mm della John Guest (l’attrito viscoso produce una contro pressione, superiore all’aumento della velocità dovuta alla riduzione di sezione e conseguente riduzione della pressione).

  • Citrobacter: coliformi totali – inquinamento acqua potabile

    Citrobacter: coliformi totali – inquinamento acqua potabile

    E’ di inizio settembre la tragica conferma che la triste vicenda delle morti nel reparto di neonatologia in Veneto è da attribuire alla presenza di colonie di Citrobacter nell’acqua potabile utilizzata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo di Trento, in provincia di Verona.

    Una lunga e dolorosa scia di decessi e di gravi menomazioni dovute alla presenza di un batterio della famiglia dei coliformi nell’acqua dell’ospedale.

    La notizia è decisamente brutta e non deve essere utilizzata per il classico torna conto di spaventare il consumatore per poi proporgli soluzioni a volte inutili.  E’ però importante circoscrivere e descrivere la triste vicenda da un punto di vista tecnico, per inquadrare le variabili presenti.

    Non sono presenti dati sulla carica batterica presente nell’acqua dell’ospedale, solo il nome dell’agente patogeno: il Citrobacter, della famiglia dei coliformi. Il Citrobacter nello specifico fa parte del sotto gruppo dei Coliformi fecali, ossia dei  batteri presenti all’interno dell’intestino degli animali a sangue caldo.

    Come il Citrobacter sia arrivato e si sia sviluppato nel reparto di neonatologia al momento non è noto.  Una grave mancanza da parte della struttura ospedaliera è stato l’utilizzo di acqua potabile, in un ambiente critico, nello specifico un reparto di terapia intensiva, non ponendosi nessuna domanda sul concetto di potabilità e il rischio, che anche se dichiarata potabile, di una  possibile la presenza di una carica batterica.

    Acqua di rete e carica batterica, l’esperienza insegna

    Noi che lavoriamo da anni nel settore del trattamento dell’acqua potabile ben sappiamo che non sempre i valori dell’acqua di rete, soprattutto dopo il POE, ossia dopo il contatore principale, sono a zero, anzi… Avremmo mille aneddoti, a volte anche ridicoli per descrivere la situazione, uno su tutti:  in un famoso e quotato laboratorio di analisi e certificazione, i dati di test su filtri made in USA erano del tutto fuori dalla norma, dopo 48 h la carica batterica era oltre i 30.000 UFC a 37°C, dopo lo sgomento e l’arrabbiatura del committente statunitense, nel laboratorio individuarono l’origine del problema nell’acqua utilizzata per i test.  Invece di acqua sterile utilizzavano (per spendere meno) l’acqua del rubinetto, che una volta misurata indicava una carica in ingresso di oltre 200 UFC.  In assenza di cloro, rimosso dal filtro, la crescita era esponenziale e dopo 48 ore il dato era esplosivo..

    Il conteggio delle colonie di coliformi totali, come previsto dal DL 31/2001 non ha lo scopo di individuare ceppi batterici potenzialmente pericolosi,  ma indica, se i valori sono positivi, la contaminazione con materiale estraneo e la presenza di biofilm. E’ un parametro indicatore del cattivo stato della rete distributiva nel suo complesso.  Il valore, se persiste dopo una sanificazione, indica una manutenzione insufficiente.

    La ricerca dell’Escherichia Coli purtroppo non intercetta direttamente  la presenza del Citrobater, ma funge da indicatore di un inquinamento recente da materiale organico di animali a sangue caldo. E’ un parametro “pesante” in quanto indicatore di un possibile più ampio inquinamento di carattere batterico e virale e quindi potenzialmente patogeno.

    Quando operiamo in settori delicati, quali ad esempio le case di cura, dobbiamo fare bene attenzione che i sistemi di trattamento dell’acqua potabile riducano e non amplifichino il rischio di epidemie idrodiffuse.  Esempio, se il sistema di filtrazione non prevede un dispositivo di abbattimento della carica batterica, la rimozione del cloro, facilita la crescita e lo sviluppo di colonie batteriche potenzialmente pericolose.

    Filtri con membrana, argento in forma ionica, debatterizzatori a raggi UV sono tutti consigliati vivamente.

    Un’altro punto fermo è il tema della pulizia e della sanificazione periodica: non ci stancheremo mai di ripeterlo, il mondo del trattamento dell’acqua potabile, a maggior ragione, dopo la rimozione della cloro copertura con i nostri filtri, necessita di sanificazione periodica, per la rimozione di Biofilm, e la pulizia dei condotti.

    Senza nessuna volontà di creare inutili allarmismi, il tema dell’acqua destinata al consumo umano non va preso sottogamba. I professionisti del settore trattamento acqua devono essere ben consapevoli che dietro ogni azione c’è un potenziale rischio per la salute umana. Quando operiamo in settori dove sono presenti soggetti immunodepressi il livello di rischio aumenta e a maggior ragione deve aumentare l’attenzione.