Autore: fabio

  • Acqua potabile trattata , come affrontare la carica batterica senza ricorrere ai toccasana “miracolosi”

    Il trattamento dell’acqua potabile per definizione non può e non deve peggiorare le qualità intrinseche dell’acqua già potabile.

    Il trattamento al punto d’uso ha lo scopo di rendere l’acqua disponibile migliore nelle sue caratteristiche organolettiche, a ridurre sostanze indesiderate e in alcuni casi a rendere l’acqua con caratteristiche chimico fisiche desiderate. Volutamente non entriamo nel tema (che non ha risposta) dell’acqua perfetta per l’alimentazione umana, ma nello stesso tempo lo chiudiamo rivendicando che ognuno è libero di scegliere nel rispetto delle norme e soprattutto della corretta informazione.

    Veniamo al tema oggetto dell’articolo. Trattare l’acqua già potabile per migliorarla pone due rischi non banali da tenere sempre bene a mente. Il primo è di non far migrare o portare in soluzione nell’acqua sostanze nocive e dannose per la salute umana i materiali a contatto compresi i sistemi di filtrazione non devono rilasciare sostanze pericolose. (Il tema verrà sviluppato in successivi articoli)

    Il secondo punto riguarda il rischio di crescita microbica nociva per la salute umana. E’ un tema sicuramente delicato.

    Origini della carica batterica nei sistemi di trattamento al punto d’uso

    La carica batterica all’interno di un sistema di trattamento può avere origini diverse, principalmente sono legate alla qualità dell’acqua in ingresso, e a tutti i punti di contatto con l’esterno, rubinetti, erogatori uscite in genere, senza dimenticare gli scarichi se presenti.

    La presenza di una clorcopertura nell’acqua di rete non è per cattiveria o complicità con le acqua confezionate, ma risponde alla necessità di impedire lo sviluppo e crescita microbica nell’acqua distribuita dall’acquedotto. La quantità di clorocopertura presente in Italia è generalmente bassa e sufficiente, anche se ai molti, non ostante la bassa quantità, rende l’acqua antipatica al consumo.

    Attenzione l’acqua potabile di rete non presenta rischi sanitari legati alla carica batterica, ma ciò non vuol dire che non ci sia. Attenzione, l’acquedotto garantisce la qualità al contatore principale e non è detto (anzi…) che non ci sia un deterioramento nella rete distributiva condominiale o domestica.

    Quando andiamo a rimuovere il cloro con i nostri sistemi di filtrazione, l’acqua diventa nuovamente un terreno fertile per la crescita di microrganismi. Da qui la necessità di utilizzare sistemi di filtrazione che abbiamo una capacità di prevenire, ridurre o abbattere la carica batterica.

    In questo caso si possono utilizzare sistemi meccanici, chimici o fisici.

    Con filtri meccanici sotto i 0,5 micron abbiamo già fatto un passo avanti per impedire la contaminazione batterica. I filtri Precoated a 0,5 micron hanno una lunga storia di successo. Altra soluzione è l’utlizzo di membrane in polisulfone che hanno un grado di filtrazione ancora più avanzato, sotto i 0,1 micron. I filtri in Ceramica sono anch’essi un valido strumento

    I sistemi chimici agiscono generalmente con ioni metallici (ad esempio aregento Ag +)che impediscono al duplicazione cellulare. Il tempo medio di vita dei batteri è molto basso, la presenza di ioni metallici stabilizza il sistema del tempo, è batteriostatico e non battericida. Ossia impedisce la crescita ma non il passaggio. Esempio per chiarire il concetto. Se nel filtro entrano 100 UFC di un determinato ceppo batterico ed escono immediatamente, tanti erano e tanti restano. Se entrano e rimangono per x tempo, non sono in grado di svilupparsi e se il tempo è sufficientemente lungo scompaiono. (lo abbiamo verificato sui nostri filtri Water Pro AG, dopo 48 ore di permanenza l’acqua esce sterile)

    Il debatterizzatore a raggi UV nello spettro C, se adeguatamente dimensionato e mantenuto è una garanzia sulla qualità in uscita dal sistema di filtrazione. Abbiamo scritto mantenuto in grassetto perchè è un tema su cui non si presta mai la dovuta attenzione. Le camice in quarzo ad esempio tendono ad opacizzarsi e devono essere costantemente pulite, non farlo significa ridurre o annularne l’efficacia. La dose di radiazione deve essere sufficiente per garantire al passaggio la sterilità dell’acqua.

    Fin qui abbiamo parlato del rischio di contaminazione legato all’ingresso di batteri dalla rete idrica, un altro punto rischio è la retrocontaminazione dell’erogazione. sia esso un rubinetto o il beccuccio di un dispenser o fontanella che sia.

    La retrocontaminazione interessa generalmente la parte finale dell’impianto e l’azione di contrasto può essere svolta in fase progettuale, consistemi fisici o con barriere meccaniche. L’utilizzo di radiazione UVC tramite LED, con basse potenze hanno comunque la capacità di fornire una dose sufficiente quando il tempo è elevato, quindi possono dare un contributo al tema della retro contaminazione ma non della sterlizzazione dell’acqua al passaggio. Le barriere meccaniche con membrane cave sono utilizzate su acque liscie e devono comunque essere sempre mantenute, net tempo tendono ad occludersi. Non possono essere utilizzate negli erogatori di acqua frizzante.

    La manutenzione periodica e l’utilizzo di protocolli validati con il giusto prodotto per il corretto tempo di contatto sono un elemento fondamentale per il contrasto della carica batterica. Le aziende devono formare e comunicare in maniera adeguata su questo tema.

    Un altro aspetto non secondario è l’approccio di progetto dell’impianto. Deve essere concepito sia per ridurre al minimo le zone di morta dove l’acqua ristagna, sia per fare la manutenzione e la sanificazione in maniera più profonda possibile. In passato ma anche recentemente ci è capitato di vedere mostrosuità che non fanno bene al nostro settore. Per citarne alcune: impianti ad osmosi inversa che miscelano lo scarto con il permeato, scelta bislacca di persè , ma pericolosa soprattutto perchè lo scarto ha un contatto diretto con l’acqua che va nella fogna… Filtri con etichette del tutto mendaci, con grado di filtrazione meccanica lontanissime da quanto dichiarato…e ci fermiamo qua per quieto vivere….

    L’azione di contrasto alla carica batterica non può essere il frutto di una invenzione miracolosa. Il componente X, come il materiale Y. Ad oggi l’umanità non ha ancora sviluppato una tecnologia sufficiente in tale senso. Capita ogni tanto di ascoltare l’inventore di turno che con poche cognizioni scientifiche, storiche e con poca propensione alla sperimentazione e all’analisi di laboratorio se ne esce con il toccasana geniale. La più ricorrente che mi tocca ascoltare è il materiale miracoloso che uccide i batteri al passaggio. Un “inventore” rivendicava di aver scoperto che utilizzando i tubi in rame, l’acqua era sterile, un altro ancora che con plastiche caricate con ioni d’argento o similari si debellava il problema. Poca sostanza …

    Al contrario possiamo affermare che la tecnica e la scienza moderna hanno messo a punto una serie di conoscenze sufficienti a ridurre enormemente il rischio di proliferazione batterica nell’acqua di rete (compresi i sistemi al punto d’uso). Sono azioni di contrasto che lavorano sempre su diversi fronti ma che sono in grado di fornire acqua buona sana e senza rischio per la salute umana

  • New UV LED technology in our dispensers

    New UV LED technology in our dispensers

    What is it about?

    The dispensing point on our systems can be optionally arranged with a LED installed inside a PTFE (food grade Teflon) dispensing block.

    This LED plate provides bacteriostatic UV radiation which protects the water from bacterial contamination and prevents retro contamination within the hydraulic circuit of the system.

    Why choose this technology?

    • No alteration of water taste
    • Bacteriostatic action pinpointed in critical points of system
    • High efficiency and very low power consumption
    • No heating of treated water
    • Instant ignition and effectiveness
    • Environmental compatibility (absence of toxic substances and heavy metals in the components)

    For technical information and costs, please refer to our sales department – [email protected]

  • Water crisis, opportunities for drinking water treatment

    Water crisis, opportunities for drinking water treatment

    it hasn’t rained for months, drought brings problems everywhere, in nature, in agriculture, in human life and even in drinking water.

    The lack of water leads to a lower standard in the drinking water quality supplied at the point of use. When water resources are low, they are forced to access resources of lower quality and tap water suffers. To be precise, water is always drinkable, but  its quality and especially its organoleptic quality decreases.

    How drought affects the quality of drinking water

    The lack of water leads the need for collections where the groundwater level is lower, with an increase in turbidity and in the silt present.

    Water shortage leads to the use of water resources that require greater chlorination, the water is not very pleasant to the palate and the formation of disinfection by-products.

    The lack of water together with high temperatures lead to algal growth, which is perceived with the smell of stale. It is nothing more than an algal florescence with the presence of cyanobacteria, harmless, but a producer of geosmin.

    Treatment at the point of use can significantly improve the organoleptic quality of home water

    Mechanical fine membrane filtration systems, such as 0.5 micron pre-coat filters, stop much of the silt and at the same time are not subject to clogging.

    The carbon block candle filters suffer a lot from the silt present in summer waters and especially in periods of drought. Those declared 0.5 micron if they do not clog in presence of silt it is because the manufacturer declares what is convenient for him and nobody checks … From direct experience, with carbon block filters, in the presence of silt the occlusion is rapid and sure. In the past we did a test with Made in USA filters declared 1 micron: it’s been a disaster, they occluded quickly.

    Carbon filters are great for removing chlorine and its compounds.

    The removal of cyanobacteria, should be associated with an antibacterial action, the use of silver filters is strongly recommended.

    Reverse osmosis and water shortage

    The reduction of available water resources could put the use of a system that has to discard water to produce treated water in a bad light. But in the end it is a false problem, modern direct production plants have a waste rate of 1 to 2/3, i.e. for every liter of osmotic water, between 2 to 3   liters are discarded, which is certainly not a great damage in the domestic economy in the use of water resources.

    Osmosis is also an excellent filtration system which in some cases is necessary to have good and healthy drinking water.

    Water cooling

    A slightly different case are the cold and sparkling water dispensers with the water-cooled refrigeration circuit. These systems are generally used when the sink is narrow and the refrigerator circuit does not breathe. These very efficient systems in cold periods tend to be large consumers of water in summer as the cooling water enters at already high temperatures and therefore significantly increases the amount of water consumed. (in some extreme cases we measured a consumption of over 150 liters of water per day for cooling only). In these cases it is good to evaluate the issue of traditional air systems, perhaps those evolved with static condenser, silent and with low heating.

    Global warming and environmental destruction: reducing unnecessary consumption reducing unnecessary production

    The use of zero-km water, even if it’s a small step is a contribution to the environment, means less production, less pollution, less global warming. Using point-of-use treatment systems to improve home water quality helps twice. You drink better and consume less, all for the benefit of our planet.

  • Crisi idrica, opportunità per il trattamento dell’acqua potabile

    Crisi idrica, opportunità per il trattamento dell’acqua potabile

    Sono mesi che non piove, la siccità porta problemi ovunque, nella natura , nell’agricoltura, nella vita umana e anche nell’acqua potabile.

    La carenza d’acqua comporta un peggioramento della qualità dell’acqua potabile erogata al punto d’uso. Le risorse idriche quando scarseggiano sono costrette ad accedere risorse di qualità inferiori e l’acqua del rubinetto ne risente. Precisiamo, l’acqua è sempre potabile, ma è la sua qualità e soprattutto quella organolettica che diminuisce.

    Come la siccità influisce sulla qualità dell’acqua potabile

    La carenza idrica porta a necessità di captazioni dove il livello di falda si abbassa, con una crescita della torbidità e del limo presente.

    La carenza idrica porta all’utilizzo di risorse idriche che necessitano di una maggiore clorazione, da qui il fenomeno di un’acqua poco piacevole al palato, e alla formazione di sottoprodotti di disinfezione

    La carenza idrica associata alle alte temperature portano ad una crescita algale, che si percepisce con l’odore di stantio. Altro non è che una influorescenza algale con la presenza di cianobatteri, innocui, ma produttori di geosmina

    Il trattamento al punto d’uso può migliorare sensibilmente la qualità organolettica dell’acqua di casa

    I sistemi di filtrazione meccanici a membrana fine, come ad esempio i filtri pre coat a 0,5 micron, fermano gran parte del limo e nello stesso tempo non sono soggetti ad intasamento.

    I filtri a candela carbon block, patiscono parecchio il limo presente nelle acque estive e soprattutto in periodo di siccità. Quelli dichiarati 0,5 micron se non si intasano, in presenza di limo, è perchè il fabbricante dichiara quello che gli vien comodo, tanto nessuno controlla… Per esperienza diretta, con filtri a carbon block, in presenza di limo l’occluione è rapida e certa. In passato abbiamo fatto una prova con filtri Made in USA dichiarati 1 micron… un disastro, si occludevano rapidamente.

    I filtri a carbone sono ottimi per la rimozione del cloro e dei suoi composti.

    La rimozione dei cianobatteri, dese essere associata ad una azione, ca va sans dire, antibatterica, l’utilizzo di filtri argentizzati è fortemente consigliata.

    Osmosi inversa e carenza idrica

    La riduzione delle risorse d’acqua disponibile, potrebbero mettere in cattiva luce l’utilizzo di un sistema che deve scartare acqua per produrre acqua trattata. Ma in fin dei conti è un falso problema, i moderni impianti a produzione diretta, hanno una rateo di scarto 1 a 2/3 ossia per ogni litro di acqua osmostizzata si scartano da 2 a tre litri, il che non è certo un gran danno nell’economia domestica nell’utilizzo della risorsa idrica.

    Anche l’osmosi è un ottimo sistema di filtrazione che in alcuni casi è addirittura necessario per avere un’acqua da bere buona e sana.

    Il raffreddamento ad acqua

    Un caso leggermente diverso sono gli erogatori d’acqua fredda e frizzante con il circuito frigo raffreddato ad acqua. Sono sistemi generalmente utilizzati quando il sottolavello è angusto è il circuito frigo non respira. Questi sistemi molto efficienti nei periodi freddi tendono in estate ad essere dei grandi consumatori d’acqua in quanto l’acqua di raffreddamento entra a temperature già elevate e quindi aumenta notevolmente la quantità d’acqua consumata. ( in alcuni casi limite abbiamo misurato un consumo giornaliero di oltre 150 litri giorno di acqua solo per il raffreddamento). In questi casi è bene valutare il tema dei tradizionali sistemi ad aria, magari quelli evoluti con condensatore statico, silenziosi e con basso riscaldamento

    Riscaldamento globale e distruzione ambientale: ridurre i consumi inutili ridurre le produzioni inutili

    L’utilizzo dell’acqua a Km zero, anche se un piccolo passo è un contributo all’ambiente, significa meno produzione, meno inquinamento, meno riscaldamento globale. Utilizzare sistemi di trattamento al punto d’uso per migliorare la qualità dell’acqua di casa, aiuta due volte. Si beve meglio e si consuma meno, tutto a vantaggio del pianeta

  • Osmosi inversa con acqua molto dure: punti di forza e casi particolari

    Osmosi inversa con acqua molto dure: punti di forza e casi particolari

    L’osmosi inversa è un trattamento dell’acqua drastico, infatti le membrane osmotiche hanno la capacità di rimuovere sino al 96% delle sostanze disciolte in acqua.

    E’ un trattamento che rimuove indistintamente gran parte dei Sali disciolti, ed interviene efficacemente dove l’acqua è oltremodo ricca di Sali e si ha la necessità di ridurli, siano essi nocivi o semplicemente in abbondanza.

    Dove la presenza di nitrati è elevata il trattamento con l’osmosi inversa è indicato, così come è indicato nelle zone dove il PFAS imperversa. 

    Dove l’acqua è molto dura per la presenza di Carbonati di Calcio o Magnesio, trattare l’acqua con l’osmosi inversa ha senso per venir incontro alle esigenze di bere leggero.

    Attenzione a non considerare la capacità di abbattimento omogenea, ossia capace di ridurre tutte le sostanze della stessa percentuale.   Le membrane osmotiche non sempre hanno la capacità di fermare tutte le sostanze disciolte nell’acqua, una tra quelle che “bucano” è la co2 presente in acqua sotto forma di acido carbonico

    Un caso particolare per ragionare

    Recentemente siamo stati contatti da un installatore con un caso particolare, direi quasi estremo.

    L’acqua osmotizzata risultava debolmente frizzante.  Appurato che a valle non ci fossero sistemi di addizionamento di co2, abbiamo chiesto il valore della conducibilità in ingresso dell’acqua.  1600 micro Siemens con una durezza oltre i 50 °F

    Il mistero era presto spiegato, le membrane scartano i carbonati e non l’acido carbonico, dove l’acqua è ricca di carbonati è anche ricca di acido carbonico che altro non è che CO2 in soluzione nell’acqua.  Infatti è la presenza dell’acido carbonico che impedisce al calcare di precipitare, e se l’acido carbonico evapora, il calcare precipita.

    In alcuni casi il fenomeno si percepisce con un gusto metallico/amarognolo, in casi limite, come una debole gasatura.  Misurando il pH del permeato si deve leggere una valore assai basso (spesso al disotto di quanto richiesto dalla normativa (pH 6,5) ,scriveremo in seguito sull’argomento, questo è indice della presenza di Co2 nell’acqua

    Come ovviare il problema

    Regolando la valvola di miscelazione è possibile mitigare la percezione non gradevole, dove questa regolazione non è possibile o sufficiente è necessario “tamponare” l’acido carbonico presenze, utilizzando un filtro con calcite dolomitica. Consigliamo a seguire di inserire una ultrafiltrazione per proteggersi da rischi di carica batterica.

    L’acqua molto dura, è comunque una brutta bestia e tende a rovinare in maniera anticipata anche i sistemi di trattamento.

    Gli organi elettromeccanici e meccanici di un impianto ad osmosi a produzione diretta  subiscono  l’usura del tempo in maniera anticipata se non interviene con un pretrattamento efficace. L’utilizzo di filtri per inibire la precipitazione del calcare a monte delle dell’impianto sono vivamente consigliati. 

    Come sempre non esistono soluzioni magiche ma ogni scelta deve essere ragionata.

    Per maggiori consigli ed informazioni contattate direttamente il nostro staff tecnico

  • Cosa significa il parametro durezza consigliato tra i 15-50 °F

    Cosa significa il parametro durezza consigliato tra i 15-50 °F

    La durezza è la quantità di ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua, la possiamo dividere in permanente e temporanea. La prima non precipita, nonostante l’aumento della temperatura, mentre la seconda per differenza è quello che tende a depositarsi.

    L’equilibrio della soluzione dei carbonati nell’acqua è funzione del pH ossia dell’acidità dell’acqua. notoriamente l’acido carbonico presente nell’acqua (co2 disciolta) tende ad impedire la precipitazione dei carbonati e la formazione delle incrostazioni.

    Il tema dell’acqua ricca di calcare è molto studiato e non vuole essere questo articolo un trattato sul tema, ma mettere a fuoco la questione del valore consigliato per la potabilità dell’acqua.

    Acqua potabile e consumo umano

    Nella precedente newsletter abbiamo cercato di chiarire l’ampiezza del tema potabilità, ossia acqua destinata al consumo umano, dove per consumo umano non si intende solo l’ingestione, diretta o indiretta attraverso la preparazione dei cibi, ma anche il contatto e l’inalazione.

    Il DL 31/2001, che tra poco andrà in pensione, dopo il recepimento della Direttiva Europea tutela tutti gli aspetti dell’acqua destinata al consumo umano. Definisce i criteri e le impostazioni di controllo per far si che tutta la filiera dell’acqua che scorre negli acquedotti, sino al punto d’uso, sia efficace per garantire una acqua salubre e sicura.

    Nella lista dei parametri chimici la durezza non ha un valore imposto ma consigliato- tra i 15 e i 50 °f.

    Perchè il valore durezza è consigliato e non imposto, aspetti riguardanti la salute

    Come sempre la soluzione della questione è frutto della somma di ragionamenti diversi che concorrono ad circoscrivere il tema.

    Esiste un rischio reale per la salute umana nell’ingerire acqua con basso contenuto di ione, calcio e magnesio sotto forma di carbonati?

    No, e lo dimostra anche il fatto che in commercio troviamo famose acqua minerali con una durezza minima. Se fossero nocive per la salute umana ne sarebbe vietata la vendita.

    Bere acqua leggera, con una durezza molto bassa è rischioso nei lunghi periodi ?

    Si e no, dipende da fattori che riguardano l’alimentazione in generale. Se fosse vero che un’acqua leggera di persè porta gravi danni, ci sarebbero seri problemi per le popolazioni alpine abituate da secoli a bere acqua molto leggera.

    Ber acqua ricca di carbonati di calcio e magnesio è fonte di calcolosi?

    I carbonati di calcio e magnesio non sono responsabili delle diverse calcolosi. Si può solo ipotizzare che acqua ricca di sali può rendere la diuresi meno frequente e quindi indirettamente essere fattore negativo, è anche vero che il corpo umano tende a regolare la diuresi in funzione dell’acqua correntemente bevuta.

    EFSA, l’ente Europeo che gestisce e autorizza la comunicazione medica, nonchè l’OMS, dicono che l’acqua ricca di carbonati di calcio e magnesio tende a prevenire malattie cardiovascolari.

    Valore consigliato della durezza e territorio

    La durezza dell’acqua di rete in Italia è assai varia, sono ampie le zone dove l’acqua è dolce e in alcuni casi non raggiunge gli 8 °F (in azzurro chiaro), in azzurro sono le medio dure 8-30 °f , in blu scuro oltre. (fonte wikipedia) ossia generale e puramente indicativa. La legge ha ben poco da imporre alla natura

    Valore consigliato della durezza e addolcimento

    la modifica della durezza con addolcimento, spesso utile se non imprescindibile comporta una serie di rischi, non tanto direttamente alla salute umana per ingestione, ma per corrosioni della rete distributiva che possono trascinare nell’acqua elementi nocivi per la salute umana (al netto delle perdite d’acqua)- Tale corrosione è marcata soprattutto nelle reti distributive cementizie, e a seguire anche in quelle metalliche (ferro, rame, etc.)

    Il valore della durezza consigliato per la potabilità è quindi sorto per tutelare la salute umana indirettamente.

    ASL e durezza consigliata

    Se si tratta di un sistema di trattamento che non inficia la rete distributiva di un edificio, ossia è sistema nei pressi del punto d’uso, hanno poco da dire. L’acqua anche con una durezza al di fuori dei valori consigliati è del tutto bevibile e rientra nei criteri dell’acqua destinata al consumo umano. E’ Potabile.

    Se si tratta di un sistema generale a monte della rete distributiva di appartamento o di un caseggiato (immaginiamo un sistema di trattamento condominiale) l’ASL potrebbe obiettare e servono maggiori analisi di altri per definire la potabilità o meno.

    Non entriamo nel merito degli obblighi di addocimento nel campo termosanitario, che sarà svolto in una prossima newsletter