Autore: fabio

  • Microcistine e acqua di rete, un pericolo da non sottovalutare 

    Microcistine e acqua di rete, un pericolo da non sottovalutare 

    Che cosa sono le microcistine

    I cianobatteri sono microrganismi procarioti fotosintetici, spesso chiamati impropriamente “alghe azzurre o alghe verde-azzurre”, alcuni di questi batteri come la  Microcystis Aeruginosarilascia una tossina  (lo dice il nome) pericolosa per la salute umana la Microcistina

    La formazione di cianobatteri è spesso legata al blooming algale ossia ad una fioritura in un determinato periodo. Un fenomeno che si manifesta in particolari condizioni: la presenza di nutrienti nell’acqua, come fertilizzanti ad esempio, la temperatura, la luce solare acqua stagnate possono dare vita a fenomeni intensi.

    Nelle acque di rete provenienti da invasi, nel periodo tardo primaverile in fenomeno della fioritura algale non è raro. La presenza di Cianobatteri è tenuta sotto controllo in maniera rigorosa

    Le microcistine che sono vere e prorpie tossine, non hanno odore e sapore, a differenza della geosmina un prodotto anch’esso dei cianobatteri, ma non tossico che rilascia anche in concentrazioni molto basse il classico odore di stantio, muffa e terra.

    La presenza di geosmina nell’acqua di rete , con odore di muffa e terra, è indice  di fioritura algale ma non è detto che se presente la geosmina siano presenti anche le microcistine.  Per verificarlo sono necessarie analisi di laboratorio.

    Le microcistine presenti nell’acqua e i rischi per la salute umana

    Anche bassissime concentrazioni di microcistine nell’acqua di rete sono un rischio elevato soprattutto per il fegato dell’uomo  (blocco fosfatasi) ma la letteratura scientifica indica come bersagli anche i reni, l’intestino e il sistema nervoso.  Studi  indicano una relazione tra microcistine ed patologie oncologiche.

    I limiti di legge

    Il recente DL 18 del 2023 ha introdotto come parametro la microcistina L-R fissando il limite ad 1 µgr per litro

    il valore limite delle micorcistine nel dl18-2023
    allegato I Dl 18 2023

    Rapporto Istisan del 2011 n 35

    Come rimuovere le microcistine dall’acqua

    La rimozione delle microcistine L-R  a livello acquedottistico viene fatto con processi di coaugulazione,  adsobimento (Carbone attivo Granulare), ultrafiltrazione quanto presenti all’interno dei cianobatteri, con forte ossidazione e adsorbimento quanto le tossine sono disciolte in acqua. In campo domestico, la rimozione dei Cianobatteri può essere fatta con filtri a carbone attivo associate ad ultrafiltrazione, ad esempio WaterPro HF11, mentre per la rimozione delle Tossine l’osmosi inversa è raccomandata

    Quando preoccuparsi

    Se l’acqua diretta ha un gusto di muffa e terra, anche se fastidioso, sappiamo che c’è un controllo  sistematico e non ci possono essere elementi che pregiudicano la salute pubblica, per migliorare le caratteristiche organolettiche installa un filtro WaterPro HF11,

    Se l’acqua NON è diretta e sono presenti accumuli serbatoi di accumulo, quando si manifesta gusto di geosmina, ci sono fenomeni di crescita algale e quindi il potenziale rischio di formazione di tossine.  Una analisi presso un laboratorio è indicata.

    Se l’acqua non è fornita dall’acquedotto, fare sempre periodicamente analisi di controllo

  • Erogatori acqua e HACCP, i controlli aumentano, come superarli

    Erogatori acqua e HACCP, i controlli aumentano, come superarli

    L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in questi anni ha svolto e svolge tutt’ora un enorme sforzo di formazione nel nuovo approccio sul tema della gestione dell’acqua potabile.  Nelle priorità dell’ISS e del Ministero della Salute, ovviamente son stati presi gli enti che gestiscono gli acquedotti e le autorità di vigilanza e controllo.

    L’indicazione data a quest’ultimi, principalmente le ASL, ha spinto ad aumentare la frequenza sul territorio anche per il nostro settore, per tutela la salute dei cittadini e per il noto piacere ad elevare contravvenzioni che non fanno mai male alle casse dello Stato.

    Le notizie di controlli e verifiche è settimanale, un po’ da tutta Italia.  Siamo e saremo a lungo in un periodo di transizione, ma ci sono scadenze a cui bisogna adeguarsi.

    Chi definisce il piano HACCP ? Le responsabilità di chi vende, noleggia e installa

    Le procedure di Autocontrollo, rimangono sempre in capo all’OSA nella ristorazione, mentre in acluni settori il GIDI è obbligatorio e quindi diventa il responsabile nei confronti delle autorità di vigilanza e controllo a sua volta si confronterà con l’OSA se esistente.  Questo potrebbe essere il caso degli alberghi, dove il controllo dell’acqua potabile ha una funzione non di sola assunzione.

    Chi vende o noleggia , chi installa, chi gestice la manutenzione non è il referente per la qualità erogata, risponde in primis per la qualità del prodotto, per la qualità dell’installazione, per la qualità della manutenzione. Ma il nostro lavoro è parte integrante di una filiera complessa che garantisce un bene prezioso com’è l’acqua da bere. Il nostro lavoro è sempre al fianco dell’OSA e del GIDI e deve essere proattivo nella corretta gestione e applicazione delle norme. Ecco perché è importante essere informati ed informare i soggetti coinvolti direttamente.

    Gli Erogatori dell’acqua nella ristorazione sono in Italia decine di migliaia, è necessario rivedere tutte le schede HACCP ad essi riferite per evitare sanzioni in fase di controllo

    Le procedure di Autocontrollo HACCP, attenzione alle direttive regionali

    In Italia, a seguire le norme si perde il sonno, a seguire le norme regionali di perde al voglia di lavorare. Alcune Regioni hanno fissato un limite entro il quale gli addetti all’haccp devono avere svolto un corso di formazione obbligatorio , e posto la fine del 2026 per adeguare i piani di autocontrollo. Ad esempio la Regione Toscanca con la Delibera Regionale 540/2024 fissa maggio 2026, altre Regioni indicano la prima metà dell’anno… I controlli sulla gestione haccp degli erogatori acqua sarà il passo successivo.

    In cosa consiste adeguare il piano di autocontrollo alle recenti normative? 

    • In primo luogo, nel piano di autocontrollo HACCP, anche se banale, citare le norme vigenti e non quelle decadute, ad esempio non più DL 31/2001 ma DL 18/2023 e successivo DL 102 del2025.
    • La valutazione del rischio deve tenere conto anche di quanto a monte dell’impianto.  Se presente un GIDI  coordinarsi su quanto definito nel suo Piano di Sicurezza dell’acqua
    • Definire un piano di controllo dei parametri fisico-chimico e microbiologico, indicando la frequenza e la scelta ragionata se inserire o meno di alcuni parametri. 
    • Definire un piano di manutenzione periodico
    • Dichiarazioni di conformità sia del prodotto che dei materiali utilizzati, verificare se i produttori hanno adempiuto o meno ad integrare le certificazioni e le dichiarazioni di conformità

  • Perchè il Carbone si dice Attivo?  non tutti sanno che…

    Perchè il Carbone si dice Attivo? non tutti sanno che…

    Il carbone attivo è un materiale poroso con proprietà adsorbenti.

    L’adsorbimento (diverso dall’assorbimento) è un fenomeno dove una superficie attira e cattura le molecole aderiscono alla superficie stessa tramite un legame chimico.  Maggiore è la superficie di contatto maggiore è l’efficacia di adsorbimento a parità di massa.

    L’assorbimento invece prevede che la materia assorbita si diffonda all’interno della massa assorbente.

    La capacità adsorbente del carbone attivo dipende perciò dalle dimensioni e dalla superficie al suo interno della miriade di canalini, pori e tasche dove le sostanze gassose o disciolte presenti nell’acqua formano legami fisici e pertanto vi aderiscono.

    Perchè si dice carbone attivo

    Per aumentare la superficie della porosità, il carbone viene attivato raggiungendo superficie di adsorbimento compresa tra i 500 e i 2500 metri quadrati per grammo

    L’attivazione avviene attraverso shock termico con flusso d’aria o con agenti chimici che vengono poi risciacquati. Quest’ultima tecnica di attivazione è quella che genera carboni con porosità maggiore. 

    Alcuni filtri a carbone attivo di origine vegetale portano l’indicazione,  “lavato acido”, (acid wash).  E’ un trattamento ulteriore per la rimozione delle eventuali ceneri di combustione e materiale organico presente

    Cosa rimuove il carbone attivo ?

    I filtri per l’acqua sono composti principalmente da carbone attivo nelle diverse forme, granulare in polvere o solido (Carbon Block): la sua superficie porosa è in grado di catturare i vari composti organici inquinanti presenti. In particolare, il carbone attivo adsorbe il cloro utilizzato per la disinfezione, neutralizza anche i cattivi odori, migliorando il sapore dell’acqua.

    Ovviamente, carboni ne esistono diversi, con capacità ed efficacia diverse, che agiscono su pesticidi, gli PFAS e i composti organici e alogenati con metalli pesanti come il piombo.

    Non basta la letteratura scientifica per reclamizzare l’efficacia di un filtro a carboni attivi, serve una test che ne dimostri la reale capacità filtrante

    I filtri Waterpro rimuovono il cloro, e riducono i PFAS-PFOA, come facciamo a dirlo ? Semplice abbiamo incaricato il TUV di fare test di performces sui nostri filtri per la durata inidcata nei dati di targa. Litri totali e portata in litri al minuto (il tempo di contatto è importante)

    Per il Cloro non ci sono problemi la rimozione totale è assicurata bel oltre i dati indicati, mentre per i PFAS e PFOA abbiamo una curva che parte da valori elevati oltre il 90% e si stabilizza intorno al 50% a fine vita. Sulle nostre etichette possiamo quindi scrivere che rimuove il cloro libero e riduce sensibilmente i PFASe PFOA, stessa cossa per piombo e altri metalli.

    Con il DL 18 del 2023 e il sucessivo DL 102 del 2025 viene istituito un organismo di verifica e approvazione dei materiali filtranti immessi sul mercato vedi art 19 sarà in vigore dal 2036

    Come agisce l’argento ionico nel carbone attivo ?

    Al carbone attivo può essere aggiunto nitrato d’argento con potere batteriostatico: l’argento, infatti, è un agente naturale che inibisce la proliferazione batterica all’interno del filtro stesso, prevenendo la formazione di alghe e muffe.  Quando il carbone è compattato in una struttura molto densa costringe ogni singola molecola d’acqua a passare attraverso i suoi pori microscopici. L’argento combatte i microbi in tre modi:

    -interrompendo il metabolismo cellulare,

    -inibendo i processi di trasporto nella membrana

    -prevenendo la moltiplicazione delle cellule.

    Questo meccanismo di azione dell’argento riduce sensibilmente il rischio di formazione di biofilm a valle del filtro e fino alla bocchetta di erogazione. 

  • 2026 l’evoluzione del gruppo GWS

    2026 l’evoluzione del gruppo GWS

    Nell 2006, sulla base di una già lunga e profonda dul tema del trattamento dell’acqua potabile nasce GWS -Global Water Service- con l’obiettivo di colmare una lacuna presente nel nostro mercato. Il servizio di consulenza, di post vendita.

    Da subito ci siamo caratterizzati con uan attenzione quasi maniacale per limitare i costi inutili, e dare nello stesso tempo il massimo del servizio. Abbiamo sviluppato l’azienda attraverso decine se non centinaia di corsi tecnici, con una divulgazione tecnica, scientiifca e di prodotto.

    Negli anni a seguire abbiamo aperto diversi centri rivolti al mercato dei professionisti, il primo fu a Roma, a cui seguirono Napoli, Milano, Bari ed infine Prato. Centri dove non solo è presente un ampio magazzino, ma un efficace servizio di consulenza e post vendita.

    Oggi tutti i centri si riuniscono sotto un cappello comune

    Un passo importante di un progetto più ampio. GWS Industries, GWS distribution, GWS Store e GWS Europe.

    Quattro aziende ognuna con un compito preciso, la produzione, la distribuzione e certificazione di prodotto, i magazzini B2B e l’internazionalizzazione del made in Italy in Europa

    Per il 2026 continueremo cnon i corsi tecnici, con la nostra news letter e le comunicazioni sui canali social. Sempre per il 2026 è prevista l’apertura di uno due nuovi centri in Italia.

    Acquisti centralizzati e forniure massive

    logo GWS distribution

    La scelta dei componenti, dei materiali e dei dispositivi da immetere sul mercato non è cosa semplice, non basta comprare, un lavoro difficile è di forte responsabilità è dietro ogni singola scelta.

    Le norme sempre più stringenti, l’evoluzione del mercato richiedono competenze che GWS distribution ha costruito negli anni. Importazione con certificazione di prodotto, tracciabilità, assicurazioni verifica dei produttori. Presso GWS distribution è possibile pianificare arrivi di merce, con prezzi e quantità ragionati.

    Una produzione nata dall’esperienza

    gws industries logo
    logo di GWS industries

    Oltre venti di esperienza condensati in macchine efficaci solide robuste nate per svolgere il loro lavoro in massima efficienza e nello stesso tempo avere il vantaggio di poter fare la manutenzione ordinaria e straordinaria con semplicità. 3000 mq a Genova 9 modelli una crescita annuale robusta

    l’internazionalizzazione del gruppo

    Distribuzione in Europa

    La proiezione del gruppo sul mercato europeo segue la falsariga del mercato italiano, il servizio è al primo posto, a Parigi la sede principale per lo sviluppo internazionale, con l’apertura di magazzini sul territorio per dare il massimo servizio B2b

  • Le bottiglie in plastica e l’illusione dell’economia circolare, la realtà dei fatti.

    Le bottiglie in plastica e l’illusione dell’economia circolare, la realtà dei fatti.

    Con economia circolare si intende un ciclo produttivo chiuso in cui la materia prima viene riutilizzata più volte attraverso il riciclo.  Un esempio può essere costituito con i materiali di imballaggio come il cartone, che più volte viene raccolto e riciclato, per assumere forme via via diverse.

    Anche per le bottiglie in plastica, soprattutto per quelle destinate all’acqua minerale, in cui il consumo è abnorme, da anni è presente un fiorente mercato di riciclo.  Una raccolta differenziata estesa, sia come cassonetti che come dispositivi nati per formare e trasmettere l’importanza del riciclo delle bottiglie in PET.

    raccolta con bidoni gialli

    I cassonetti Gialli da oltre dieci anni sono una realtà che rappresenta la normalità.

    Il “Green Washing”

    Un prodotto ad elevato impatto inquinante come l’acqua confezionata deve per rimanere sul mercato deve trovare soluzioni al problema.    Nella comunicazione pubblicitaria largo spazio viene posto sul tema del riciclo e del riutilizzo della materiale prima per ridurre l’impatto ambientale.  In molti pensano che si tratti di “greenwashing” come lo definisco gli anglosassoni, ossia una pura operazione di cosmesi per nascondere il problema.  Nella realtà non vi è solo marketing comunicativo, ma un tentativo zoppo di chiudere il cerchio del problema.

    compattatori per le bottiglie in plastica

    sistemi per trasmettere la cultura del riciclo delle bottiglie in plastica, i compattatori. Un premio a chi conferisce bottiglie da riciclare

    L’ultimo Regolamento Europeo in merito allo smaltimento degli imballaggi UE2025/40 pone come obiettivo per il 2030 per le bottiglie in plastica un traguardo ambizioso e concreto. Il 30% delle bottiglie in plastica dovranno essere costituite da materiale riciclato.

    La realtà dei fatti, il crollo del mercato del riciclo

    Le principali associazioni di riciclatori (tra cui Plastics Recyclers Europe – PRE), hanno lanciato un grido di allarme.  Il settore è in forte crisi per l’aumento dei costi energetici e la concorrenza sempre più agguerrita da parte delle materie plastiche vergini di origine fossile il cui costo è diminuito fortemente negli ultimi anni.    Per inciso va detto che produrre energia è inquinate e probabilmente una analisi complessiva del ciclo del riciclo potrebbe mettere in discussione il carattere ambientale del processo…)

    Il calo del fatturato del settore del riciclo nel 2023 è stato del 8,3 % associato ad un calo delle marginalità.  Un trend confermato nel 2024. Gli impianti di trattamento della plastica rimangono quindi fermi ed inutilizzati a fronte di una crescente massa di rifiuti da gestire.    Va inoltre segnalato le difficoltà sempre maggiori ad esportare in paesi terzi la massa di rifiuti prodotti, sia per le norme sempre più restringenti, sia per una visione umana e globale della questione

    la soluzione

    La soluzione è evidente e sotto gli occhi di tutti, ridurre fortemente l’uso indiscriminato, soprattutto dove non necessario, dell’acqua confezionata in bottiglie di plastica. Il trattamento al punto d’uso è senz’altro un valido contributo.

    erogatore acqua per la ristorazione

    Un erogatore per acqua potabile trattata per la ristorazione, elimina decine di migliaia di bottiglie di plastica, la soluzione c’è

    27 febbraio Genova, ne parliamo con esperti e rappresentanti delle istituzioni

  • Innovare l’acqua, proteggere la vita

    Innovare l’acqua, proteggere la vita

    Evento presso l’acquario di Genova il 27 febbraio a cura di GWS Group

    Una giornata dedicata al tema dell’acqua, come possiamo modificare i nostri comportamenti, come possiamo dare qualità e ridurre l’impatto ambientale

    video presentazione evento GWS Group 27 febbario

    Programma della Giornata

    L’evento è strutturato in duplice scopo: conoscere e motivare. Conoscera l’acqua nei suoi aspetti emeregnti e motovare azioni consapevoli per migliorarne la qualità e l’ambiente che ci circonda.

    Prevista la partecipazione di

    Giorgio Temporelli- Moderatore

    Tessa Gelisio – Giornalisti Rai ambientalista

    Giuseppe Ungherese – (autore del libro sui inquinanti invisibili ed eterni)

    Elisabetta Trovatore -ARPA Liguria – Direttore Generale

    NSF – ente certificatore

    Panel Fornitori qualificati (Fuid o Tech, John Guest, Victory)

    Marketing ed evoluzione del mercato

    GWS group – Produttore

    Il programma definitivo sarà disponibile dal 15 di dicembre

    Programma Serata

    Dalle ore 19,30 alle 22,30 cena nella formidabile cornice all’interno dell’Acquario accanto alla Vasca con gli squali (posti disponibili ad esaurimento)

    Contattare la segreteria organizzativa

    [email protected]

    Tel 0107451845

  • Materiali a contatto con l’acqua potabile, verso un unico mercato europeo

    Materiali a contatto con l’acqua potabile, verso un unico mercato europeo

    LE NOVITÀ DEL Dlgs 102/2025: Materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano

    Le novità introdotte dal Dlgs 102/2025 sono tante e molto significative per chi opera nel modo del trattamento acqua. Tra queste c’è il nuovo assetto normativo per i materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano.
    L’obiettivo principale di questo nuovo assetto è quello di creare un’armonizzazione tra le legislazioni dei singoli paesi membri dell’Unione Europea che, ad oggi, sono invece molto differenti tra loro. La mancata armonizzazione comporta infatti che i produttori devono ottenere autorizzazioni al commercio dei propri prodotti con procedure delle singole nazioni che si basano su principi giuridici, e prerogative tecnico-scientifiche, differenti. Questo comporta tempi lunghi, aumento dei costi di produzione e ostacola
    la libera circolazione delle merci, nonostante i requisiti minimi di qualità dell’acqua siano i medesimi in tutti gli stati membri. Il regolamento 371 del 2024 è un esempio dell’approccio convergente

    Qualità dei materiali a contatto con l’acqua potabile

    La natura dei materiali che entrano a contatto con le acque destinate al consumo umano può avere un impatto sulla qualità dell’acqua stessa attraverso la migrazione di sostanze potenzialmente nocive, aumentando la crescita microbica o alterandone il colore, l’odore, il sapore o la torbidità. Inoltre, non devono causare il rilascio nell’acqua di contaminanti in livelli superiori a quelli necessari allo scopo previsto per quel materiale.

    Fattori che influiscono sul contatto tra acqua potabile e materiali

    La contaminazione dell’acqua da parte dei materiali è fortemente legata a:
    – Tempi di contatto per permanenza dell’acqua (aumento delle concentrazioni delle sostanze rilasciate e della crescita microbica);
    – Velocità del flusso dell’acqua (con apporto di ossigeno con innesco di reazioni chimiche);
    – Temperatura dell’acqua (velocità delle reazioni, solubilità dell’ossigeno e di altre sostanze, quali il carbonato di calcio capaci di formare uno strato protettivo sulle
    tubazioni);
    – Caratteristiche chimiche dell’acqua (ad es. acque con bassi livelli di minerali disciolti possono essere corrosive; acque con elevati livelli di durezza possono causare un aumento delle incrostazioni; acque con presenza di disinfettanti che possono reagire con i materiali).

    La strada seguita per armonizzare a livello europeo i materiali a contatto con l’acqua potabile

    Per armonizzare le norme relative ai materiali a contatto con l’acqua è stato necessario fissare un primo elenco positivo di sostanze di partenza, composizioni e componenti, metodi e procedure per l’inserimento delle sostanze di partenza, nonché le procedure e i metodi per testare e accettare i materiali finali utilizzati in un prodotto costituito da combinazioni di sostanze di partenza, composizioni o componenti.

    Rossella Colagrossi Viale Alessandro Magno, n. 251 – 00124 Roma